Giornata internazionale bambini scomparsi: il dossier di Telefono Azzurro
I dati presentati in un convegno alla Camera dei deputati: nel primo semestre 2024, registrate in Italia 11.694 denunce di scomparsa. Circa 64 al giorno. in 57 casi su 100 si tratta di stranieri
«Nel primo semestre del 2024 sono state registrate in Italia 11.694 denunce di scomparsa, con una media giornaliera di 64 casi. La maggioranza delle denunce riguarda minori di età inferiore ai 18 anni, che rappresentano il 69,6% dei casi (8.143). Sotto il profilo della cittadinanza, il 57% delle segnalazioni ha riguardato cittadini stranieri, mentre il 43% ha coinvolto cittadini italiani. Tra i minori stranieri scomparsi (5.773 casi), il fenomeno riguarda in modo preponderante i maschi (88%). I ritrovamenti risultano più frequenti tra le femmine (58,1%) e la fascia d’età più colpita è quella tra i 16 e i 17 anni, che rappresenta oltre il 70% dei casi».
Ad accendere i riflettori sul fenomeno è il dossier realizzato da Telefono Azzurro e presentato oggi, 26 maggio, in occasione del convegno “I bambini invisibili”, nella Sala del Refettorio della Camera dei deputati, all’indomani della Giornata internazionale dei bambini scomparsi, che si celebra il 25 maggio. A livello globale il fenomeno rappresenta una problematica complessa e spesso aggravata da differenze nelle definizioni giuridiche, nella raccolta dei dati e nelle risposte istituzionali. Nel 2024, il National center for missing & exploited children (Ncmec) ha gestito quasi 30mila casi di bambini scomparsi, riuscendo a risolverne il 91%. La maggior parte delle segnalazioni ha riguardato minori fuggiti da casa, una categoria estremamente vulnerabile esposta a rischi quali abusi fisici, tratta sessuale, senzatetto e consumo di sostanze. Particolarmente rilevante è stato l’intervento su oltre 23mila casi di minori scomparsi da strutture di affido o assistenza statale, con una percentuale di recupero del 92%.
Nelle parole del presidente di Telefono Azzurro Ernesto Caffo, «il fenomeno dei bambini scomparsi ha assunto proporzioni allarmanti, come dimostrano i dati internazionali e quelli relativi all’Italia che raccogliamo in questo dossier, frutto di un presidio costante di Telefono Azzurro rispetto a questo tema, attraverso la helpline del 116.000, attiva 24ore su 24 7 giorni su 7 e connessa con il network europeo di Missing children Europe». La capacità di ascolto e di intervento, spiega, consente di «mettere in campo strumenti di prevenzione, di contrasto e di aiuto sempre più efficaci. Molti bambini fuggono da guerre, povertà e catastrofi naturali e, se non accompagnati, rischiano di finire vittime dello sfruttamento e della tratta o di subire abusi durante il viaggio», prosegue Caffo. Ma, avverte, «sono sempre più numerosi – in Italia – anche i casi di scomparsa e di fuga da casa per situazioni familiari complesse o per condizionamenti sociali che agiscono in maniera sempre più negativa, complice anche la spinta che strumenti e canali digitali invasivi danno influendo in maniera drammatica sulle personalità psicologicamente sempre più fragili di bambini e adolescenti».
Evidente allora, per il presidente di Telefono Azzurro, «l’urgenza di affrontare la crisi delle scomparse di minori con uno sguardo locale e globale. Sono necessarie strategie internazionali coordinate, per agire immediatamente nella presa in carico di situazioni ove la tempestività di intervento costituisce un fattore determinante. Per questo – incalza -, è necessaria una competenza approfondita del fenomeno, è necessario un “alfabeto comune” che lo legga in maniera corretta e condivisa, e serve un’alleanza tra i soggetti chiamati a farsi carico del problema, Governi, forze di Polizia, reti sociali territoriali, non profit. È necessario che vi sia in tutta l’area Schengen una rete di intervento immediato, attraverso lo scambio tra reti di associazioni europee, che possa allertare subito sul bisogno di ritrovamento, condividendo informazioni sul minore, sulla sua origine». Non basta però fermarsi alla denuncia di scomparsa: «È fondamentale attivare anche percorsi di accompagnamento e di reinserimento familiare e sociale per quei bambini e adolescenti che, in maniera volontaria o per costrizione di adulti, vivono questa drammatica esperienza».
Per fare fronte al fenomeno, dal 25 maggio 2009, in occasione della prima Giornata internazionale dei bambini scomparsi, è attivo in Italia il numero 116.000, conosciuto come Numero unico europeo per i minori scomparsi. In Italia questo servizio è gestito da Telefono Azzurro su incarico del ministero dell’Interno. Attraverso questo numero, si legge nel dossier presentato dall’associazione, nel 2024 sono stati gestiti 77 casi. In media, 6 al mese. Tra le principali motivazioni raccolte dalle segnalazioni vi sono fuga da casa (36,5%), ritrovamento (25%), fuga dalla propria comunità/istituto (12,5%), scomparsa non specificata (12,5%), fuga dal centro di accoglienza (7,3%), sottrazione internazionale (3,1%), sottrazione nazionale (2,1%).
Nel 48,7% dei casi i minori gestiti sono di genere femminile, mentre nel 51,25% si tratta di casi di genere maschile. Prendendo in considerazione l’età si tratta principalmente di bambini tra gli 0 e i 10 anni (12,9% dei casi), mentre quelli che coinvolgono la preadolescenza (età compresa tra gli 11 e i 14 anni) sono il 16,7%. La percentuale più ampia – 70,4% – riguarda gli adolescenti tra i 15 e i 18 anni. Analizzando la provenienza il 56,9% delle segnalazioni riguarda cittadini italiani, mentre il 41,67% è di nazionalità straniera. Classificando i casi gestiti in base alla provenienza geografica emerge come le richieste d’aiuto siano pervenute prevalentemente dal Lazio con 23 casi segnalati, seguiti da Veneto 11 casi, Piemonte 10 casi e Lombardia 8 casi.
Si tratta, evidenziano dall’organizzazione, di una problematica complessa che coinvolge dinamiche familiari, sociali e istituzionali. «La prevenzione gioca un ruolo essenziale, così come una risposta rapida e coordinata nei casi di emergenza. La collaborazione tra minori, famiglie, istituzioni e società civile è indispensabile per prevenire le scomparse e garantire una risposta efficace quando si verificano. Ogni attore coinvolto può contribuire a rafforzare una rete di protezione a tutela dell’infanzia». In caso di scomparsa, ricordano, «è necessario attivarsi immediatamente contattando le forze dell’ordine e il servizio 116000. Occorre fornire tutte le informazioni disponibili per facilitare le ricerche: descrizione fisica, abbigliamento, contatti, rete sociale, abitudini. È utile attivare la rete sociale (parenti, scuola, amici) e, se opportuno, anche i media per diffondere tempestivamente la notizia della scomparsa. Le famiglie devono essere supportate anche dal punto di vista psicologico, sociale ed economico, data la forte pressione emotiva e gli sforzi richiesti durante le ricerche».
26 maggio 2025

