Giorno del ricordo, Gualtieri: «La fraternità, antidoto agli orrori»
Assemblea capitolina straordinaria in piazza Giuliani e Dalmati, alla presenza, tra gli altri, di tanti studenti delle scuole del territorio. «Ricordare le vittime, dovere di tutta la Repubblica»
Piove a dirotto mentre l’inno nazionale italiano risuona in piazza Giuliani e Dalmati. L’acqua bagna senza sosta il cartellone dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. Si aprono gli ombrelli di chi non ha trovato posto sotto ai gazebo. Cantano tutti. Anche gli studenti degli istituti Vivona, Cannizzaro, Ruiz e Aristotele. Prossimamente, tanti ragazzi e ragazze come loro si recheranno nei luoghi delle Foibe con il sindaco di Roma Roberto Gualtieri per un viaggio della memoria. Si è aperta così, ieri mattina, 13 febbraio, l’assemblea straordinaria capitolina per il Giorno del ricordo. Per l’occasione, è stata organizzata per la prima volta proprio nel quartiere che nel 1947 accolse dodici famiglie di profughi. Nel 1955, in seguito all’arrivo di circa altre due mila persone, assunse il nome attuale di “Giuliano-Dalmata”.
Presente il sindaco Gualtieri, arrivato intorno alle 11.30 con un po’ di ritardo. «Ricordare le vittime è un dovere di tutta la Repubblica – ha sottolineato -. Il Giorno del ricordo è un’occasione che ci riscalda il cuore perché mostra cosa concretamente che cosa significa “memoria condivisa”», ha detto il primo cittadino, che ha annunciato un viaggio che verrà organizzato prossimamente nei luoghi dell’eccidio. Parteciperanno anche diversi studenti. «Vorremmo andare a Gorizia e a Nova Gorica, diventate quest’anno la Capitale europea della cultura – ha spiegato -. Sono in due Paesi diversi, ma uniti nell’Unione Europea e in un’idea di collaborazione e amicizia. È una bellissima notizia. Nell’anno del Giubileo della speranza, è importante promuovere l’antidoto agli orrori, che è la fraternità».
Parlando dell’importanza della memoria, ha aggiunto: «È stata per troppo tempo lacerata. Era particolarmente urgente da recuperare. Oggi si è arrivati finalmente a una collettiva soluzione di responsabilità, anche a prescindere dalle diverse visioni politiche, impostazioni culturali, teoriche, ideologiche. Tutti insieme per ricordare e onorare le vittime e gli esuli del popolo italiano e della comunità giuliano dalmata».
L’assemblea capitolina è stata aperta dalla presidente Svetlana Celli. «Il Giorno del ricordo ha avuto il merito di restituire dignità a una tragedia troppo spesso rimasta ai margini – ha detto -. Oggi, purtroppo, si continua a morire. Per questo motivo abbiamo il dovere di impegnarci affinché nessuno sia più costretto a lasciare la propria terra». Infine, rivolgendosi alle nuove generazioni, ha concluso: «Dobbiamo insegnare loro la storia affinché tragedie come questa non si ripetano più. Dobbiamo istruirli all’accoglienza per costruire un futuro migliore»
Dopo di lei, ha preso la parola Titti di Salvo, presidente del IX municipio, che ha condannato l’oltraggio alla foiba di Basovizza alla vigilia del Giorno del ricordo. «Sfregio – ha aggiunto – che è stato cancellato dall’intervento del presidente Mattarella all’inaugurazione della Capitale europea della Cultura». «Negli occhi degli esuli che abitano in questo quartiere ho visto l’orgoglio, la dignità – ha continuato -. Hanno avuto la capacità di trasformare il dolore in energia trasformativa. Questo luogo è uno dei più belli del municipio. La memoria – ha concluso – sia un mattone per il futuro».
Presente anche Donatella Schulzer, presidente dell’Associazione nazionale Venezia Giulia Dalmazia. «Una giornata come questa è il segno evidente della condivisione raggiunta e di ciò che Roma pensa di noi. Siamo solamente all’inizio». La memoria si costruisce insieme.
14 febbraio 2025

