Giubileo dei giovani: la Fiera di Roma, cuore dell’accoglienza
25mila i ragazzi ospitati nei padiglioni allestiti nel complesso. A renderlo possibile, 250 volontari impegnati h24. Moltissimi i portoghesi. Meno gli italiani, attesi a Tor Vergata. «Un’immensa famiglia, di quelle che non ti aspetti, ma bellissima da vivere»
Una città nella città, completamente trasformata per l’accoglienza. È la Fiera di Roma, uno dei punti nevralgici dell’ospitalità per il Giubileo dei Giovani, dove alloggiano in questi giorni oltre 22mila ragazzi. Di questi già lunedì 28 luglio erano arrivati in 17mila, riempiendo i nove padiglioni messi a disposizione per i giovani del mondo. La struttura è pronta a ospitarne fino a 25mila. A renderlo possibile, soprattutto i 250 volontari del Giubileo che, come spiega Matilde, una delle responsabili, «provengono anche loro da ogni parte del mondo e si alternano per garantire una presenza h24»
A snocciolare i numeri della logistica sono Fabio Ciciliano, capo dipartimento della Protezione civile, e Fabio Casasoli, amministratore unico di Fiera Roma. Una decina di volontari della Protezione civile, infatti, arriva a supporto nelle ore di maggiore affluenza e presenza di pellegrini, mentre la Fiera ha messo a disposizione un punto ristoro in ogni padiglione, oltre 150 docce, più di 300 bagni, decine di punti “lavatoio” per gli indumenti e centinaia di postazioni per la ricarica degli smartphone, oltre che un punto di primo soccorso con personale medico e un’ambulanza. Il tutto rimarrà in piedi fino a lunedì 4 agosto. La maggior parte dei giovani, infatti, andrà via subito dopo la Messa con Papa Leone XIV, ma circa 5mila pellegrini lasceranno la Fiera il giorno dopo.
Tra i primi arrivati, un gruppo di oltre 35 ragazzi e ragazze dal Messico, della diocesi di Colima, che alloggiano nel Padiglione 1. «Sembra di essere a una Gmg giubilare», spiega una di loro, Juana Carrizo, 22 anni. «Siamo arrivati all’alba di lunedì direttamente dal Messico – racconta – e non vediamo l’ora di vivere ogni singolo momento, ogni singola iniziativa, adorazione, veglia e incontrare amici da tutto il mondo». Un pensiero spontaneo, poi, per i Papi di questo Giubileo: «Da un lato siamo ancora dispiaciuti – spiega – per la scomparsa di Francesco e per non averlo potuto incontrare: eravamo molto legati a lui in quanto sudamericano; ma dall’altro ci siamo emozionati, ieri, in piazza San Pietro, nell’ascoltare le parole di Leone XIV. Lui è statunitense e latinoamericano allo stesso tempo e noi sogniamo di essere un tramite tra nord e sud dell’America».
Insieme a loro, anche se alloggiano in un altro padiglione, un gruppo di 70 giovani di Malta, appartenenti alla Società della dottrina cristiana, fondata dal maltese san Giorgio Presa. Tutti molto giovani, con una media di appena vent’anni. «Per tanti è la prima esperienza anche fuori dal nostro Paese – spiega Joseph M. T., uno dei responsabili del gruppo – e in generale è per tutti una prima volta a un evento così grande. La paura della partenza però si è dissolta praticamente subito: dal punto che alcuni avevano timore anche solo ad allontanarsi troppo, ora facciamo fatica a contenere l’entusiasmo – spiega ridendo – perché siamo qui da meno di due giorni e abbiamo vissuto una fraternità, una gioia, una spensieratezza indescrivibili».
La stragrande maggioranza proviene da altri Paesi. Numerosissima è in particolare la presenza di portoghesi, soprattutto delle diocesi di Coimbra, Braga, Lisbona, Faro e Sètubal. In tutta Roma sono attesi addirittura in 11mila, 4mila solo dalla zona di Lisbona, e almeno 2 mila lusitani sono alloggiati alla Fiera. In particolare circa 500 da Coimbra: «Siamo arrivati tra lunedì e martedì quasi tutti in pullman – spiegano due responsabili, Paula Fernandes e Aurelio Grilo – «ma altri 270 arriveranno nei prossimi giorni dopo aver fatto tappa ad Asti insieme al nostro vescovo (monsignor Virgilio do Nascimento Antunes ndr), pellegrino come noi».
Di straordinaria esperienza, condivisione, allegria parla una volontaria, Desiree Di Canio, 24 anni. «Ci sono ovviamente momenti di difficoltà – racconta – perché stiamo parlando di decine di migliaia di giovani, con culture, abitudini e modi di fare diversi, e non è facile accontentare subito tutti, ma alla fine riusciamo sempre a trovare “la quadra”. La cosa che più di tutte mi ha colpito è vedere come i ragazzi passano il tempo la sera: qui si trasforma in una enorme festa, tutti sostano nel corridoio che unisce i vari padiglioni e si rimane fino a tarda notte. C’è chi canta, chi balla, chi prega anche con molto raccoglimento, c’è chi gira per tutta la Fiera solo per scambiare un gadget o un ricordo».
Meno numerosi sono invece gli italiani. Molti arriveranno a ridosso della veglia a Tor Vergata, mentre circa 50 giovani sono giunti da Pavia, con il gruppo “Servitori del Vangelo”: «Siamo arrivati in pullman – afferma Martina P., 19 anni, – e la cosa più affascinante è che nel viaggio ci siamo ritrovati a essere un gruppo misto, tra italiani, brasiliani, venezuelani. È un’immensa famiglia, di quelle che non ti aspetti, ma bellissima da vivere».
30 luglio 2025

