Giubileo dei giovani: l’accoglienza nel “Polo salesiano romano”
Circa 5mila i ragazzi del Movimento giovanile salesiano attesi a Roma, da 33 Paesi. San Giovanni Bosco ne ospita 800. Il parroco don Mocci: «Non sono la speranza del futuro ma del presente»
Un arrivo scaglionato ma costante. Ieri, 28 luglio, nella parrocchia di San Giovanni Bosco, nell’omonimo quartiere della periferia est di Roma, è stato il giorno dell’accoglienza. È il cuore del “Polo salesiano romano” dove alloggeranno 800 ragazzi giunti nella Capitale per il Giubileo dei giovani. In oratorio il clima è gioioso. C’era chi scherzava con gli amici, chi scattava selfie, chi stringeva mani per presentarsi e chi si abbracciava felice di ritrovarsi. Il Movimento giovanile salesiano vedrà in città complessivamente 5mila ragazzi tra i 17 e i 30 anni provenienti da 33 Paesi del mondo. Numeri importanti per i quali don Elio Cesari, direttore del Centro nazionale Salesiani d’Italia non sembra stupirsi, perché «i ragazzi – riflette – quando trovano qualcuno disposto ad ascoltarli in modo profondo sono sempre presenti. Forse è una provocazione a noi adulti che parliamo di loro ma non con loro».
Mille di questi giovani saranno accolti nell’istituto Pio XI, 600 dalle Figlie di Maria Ausiliatrice, 300 al Borgo Ragazzi don Bosco e il resto in 17 scuole statali della zona. «Abbiamo preparato per loro un programma che si inserisce nel Giubileo e che si ispira allo spirito salesiano», aggiunge don Cesari. Catechesi, momenti di incontro e scambio interculturale per promuovere il dialogo e conoscere culture diverse – come quello in programma questa sera, 29 luglio, nella piazza antistante la parrocchia -, la veglia di preghiera con don Fabio Attard, rettor maggiore della Congregazione salesiana che si terrà domani dalle 18 sempre in piazza San Giovanni Bosco, la Messa di giovedì 31 luglio presieduta da monsignor Maksym Ryabukha, vescovo dell’Esarcato di Donetsk.
Per tutta la settimana in parrocchia si celebreranno Messe in varie lingue quasi ogni ora e sono state predisposte varie postazioni per le confessioni. Sabato mattina, 2 agosto, prima di partire per Tor Vergata, don Attard e la superiora generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice suor Chiara Cazzuola conferiranno ai giovani «una sorta di mandato per il grande incontro con Papa Leone XIV – anticipa don Elio -. L’invito è quello di riportare a casa quanto avranno modo di sperimentare durante la veglia e la Messa».
Per offrire ai pellegrini l’ospitalità migliore è coinvolta tutta la comunità: oltre ai giovani volontari c’è chi si occupa delle colazioni, chi delle pulizie, chi delle varie attività. «I giovani non sono la speranza del futuro ma del presente – esordisce il parroco, don Giorgio Mocci -. Sono qui con noi ora. Non c’è crisi della gioventù ma degli adulti che non sanno parlare con loro. Da questo Giubileo ci aspettiamo tanti miracoli, come quelli avvenuti in occasione della Gmg di Roma 25 anni fa. Sicuramente il Papa rivolgerà parole che incoraggeranno e aiuteranno i ragazzi a crescere nella fede. Sono semi che cresceranno con il tempo, in silenzio. Dobbiamo quindi pregare affinché questi semi possano essere fecondati».
Per molti giovani il Giubileo rappresenta la prima esperienza di fede vissuta in una dimensione universale e condivisa con coetanei provenienti da tutto il mondo. Matteo, 17 anni di Latina, ha voluto iscriversi perché quest’anno ha fatto «un importante cammino spirituale e mi aspetto di tornare a casa conoscendo meglio quello che desidero nel profondo del mio cuore». Anche per Elisa, 18 anni, è la prima volta fuori casa e il suo desiderio «è ampliare le conoscenze ma soprattutto fare un rilevante percorso spirituale e personale». Salvatore, di Sezze, ha già vissuto incontri simili «e sono stati indimenticabili – dice -. Continuo a partecipare a questi momenti perché l’unico scopo nella vita credo sia essere felice, e questi incontri mi donano felicità. La speranza è saper portare gioia nel mondo che ti circonda». Davide tra qualche giorno compirà 18 anni e presentandosi dice con orgoglio di essere Alfiere della repubblica, attestato d’onore conferitogli nel 2021 dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Due anni fa è stato alla Gmg di Lisbona dove ha fatto «tante nuove amicizie. È stata un’esperienza bellissima e spero di replicarla. Voglio conoscere tanti ragazzi provenienti da tutto il mondo, le loro culture e tradizioni».
David, 35enne della Croazia, è arrivato a Roma con altri 1.500 connazionali, 350 dei quali del Movimento giovanile salesiano. «Sono qui perché voglio andare alle origini del cristianesimo, voglio incontrare chi crede in Gesù e cammina con Lui nella quotidianità. Spero di tornare a casa con un cuore pieno di gioia dopo aver fatto l’esperienza di una Chiesa viva e in cammino». Per Lorenzo è «un’ulteriore occasione di crescere dal punto di vista spirituale e personale». Le attenzioni di tanti erano rivolte al piccolo Luigi Carlo, 4 mesi, che si guardava intorno sorridendo a tutti. «Gli facciamo respirare fin da subito l’aria buona dei valori salesiani» spiegano i genitori, Filippo Maria di 29 anni e Francesca di 27. Sono cresciuti nel Movimento giovanile salesiano e parteciperanno alle attività in parrocchia mentre seguiranno in diretta la veglia e la Messa.
29 luglio 2025

