Giubileo dei giovani: l’esperienza di prossimità nelle strutture Caritas

Iniziata la rotazione dei gruppi all’Emporio della solidarietà di Casa Santa Giacinta. Da Pescara – Penne un gruppo di scout Agesci. «Felici di essere qui e, nel nostro piccolo, rendere felice qualcuno»

«Ci auguriamo che il semplice servizio svolto sia un modo per camminare insieme anche a distanza, perché ciò che ci unisce è il desiderio di fraternità». Nella bacheca dell’Emporio della solidarietà della Caritas di Roma, a Casa Santa Giacinta, in via Casilina Vecchia, da ieri, 28 luglio, è apparso questo biglietto. Scritto a stampatello e con inchiostro verde, è un messaggio che un gruppo di giovani di Napola, frazione di Erice, in provincia di Trapani, ha lasciato per le famiglie che si servono nella struttura aperta tutte le mattine da lunedì al sabato, escluso il giovedì, giorno  in cui si accede di pomeriggio. È stato il primo gruppo che ha fatto esperienza di prossimità nel centro nell’ambito del Giubileo dei giovani. Per tutta la settimana si alterneranno vari gruppi.

Oggi, 29 luglio, ha varcato il cancello di Casa Santa Giacinta un gruppo di dieci scout della branca rover e scolte dell’Agesci della diocesi di Pescara – Penne. Accolti da Giuliana D’Alessio, coordinatrice dell’Emporio Casilino, e da Daniela Roggero, operatrice Area comunità e territorio, è stato innanzitutto illustrato loro il lavoro che Caritas Roma svolge sul territorio. «Siamo arrivati ieri e apriamo il nostro Giubileo con il servizio», dicono. Hanno in media 18 anni e sono alloggiati nella parrocchia di San Sebastiano a Valmontone. La sveglia è suonata alle 6.30, hanno «fatto una levataccia» ma ci tenevano «particolarmente» a partecipare a questa iniziativa scelta fra le tante proposte perché, spiega Marco,  «il nostro intento è quello di svolgete una attività capace di unire servizio e contatto con le persone, incentrata sull’incontro che apre all’amicizia, alla relazione».

(foto: Roma Sette)

Molto curiosi, hanno rivolto tante domande per capire in profondità come viene svolto il servizio, prendendo spunto sulle attività da “importare”, confrontando le attività svolte a Roma e quelle nella loro diocesi, anche allo scopo di rendersi utili al meglio. Durante la mattinata hanno organizzato gli scaffali, pulito e riordinato i frigoriferi, affiancato le persone che accedono all’Emporio accompagnandole con il carrello. Ma soprattutto parlando con loro. «C’è da faticare ma è di gran lunga superiore la gioia di potersi rendere utili, di relazionarsi con gli altri, conoscere tante storie diverse. Siamo davvero molto contenti di essere qui e nel nostro piccolo di riuscire a rendere felice qualcuno». Stefano, uno degli accompagnatori, confessa che in futuro, quando non sarà più capo scout, sarà volontario in Caritas. Jason, 20 anni, osserva che la disponibilità al servizio è «il valore fondamentale insegnato dal cristianesimo e intrinsecamente legato al metodo educativo dello scoutismo».

Non è la prima volta che questi ragazzi si mettono a disposizione della Caritas: nella loro Diocesi ci sono due empori dove hanno già fatto volontariato. La coordinatrice dell’Emporio Casilino dichiara che «è bellissimo avere i ragazzi tra gli scaffali. È importante inserire le esperienze di prossimità all’interno del Giubileo altrimenti la settimana rischierebbe di trasformarsi in una gita. Il senso del Giubileo è liberazione e in questo caso speranza».

29 luglio 2025