Giubileo dei lavoratori, Acli: «Grande alleanza per il lavoro dignitoso»

Il presidente Manfredonia, nell’incontro organizzato nell’ambito dell’evento giubilare: «Ripartiamo da oggi». Suor Smerilli: «Francesco ci ha insegnato che tutto il lavoro deve essere cura»

«Ripartiamo da oggi, dal Giubileo dei lavoratori, per costruire una vera grande alleanza, non solo tra tutte le forze sindacali ma soprattutto tra loro e  le associazioni e con la Chiesa». Il presidente nazionale delle Acli Emiliano Manfredonia è intervenuto venerdì 2 maggio, a conclusione dell’incontro “Mondo del lavoro, luogo di speranza”: un momento di riflessione, confronto e proposta sulle sfide e le speranze che attraversano oggi il mondo del lavoro, a livello globale e nazionale, nell’ambito del Giubileo dei lavoratori. A organizzarlo, insieme alle Acli, l’International catholic migration commission (Icmc), la rivista Aggiornamenti Sociali e The Future of Work Labour after Laudato Si’, con il patrocinio del dicastero per il  Servizio dello sviluppo umano integrale, della Pontificia Commissione per l’America Latina e dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Cdei.

Nelle parole di Manfredonia, «l’obiettivo comune deve essere dare una svolta al lavoro per difenderlo e renderlo sempre più dignitoso e compatibile con i cambiamenti che attraversiamo. E per farlo insieme dobbiamo dedicarci anche alla ricostruzione della consapevolezza del senso del lavoro come contributo alla società e alla propria comunità. Insieme con una grande alleanza per il lavoro – ha aggiunto – renderemo più forti i lavoratori sia nel reddito che nella competitività che nella dignità del loro valore sociale».

Suor Alessandra Smerilli, segretaria del dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, ha ricordato l’eredità di Papa Francesco e il suo insegnamento che «tutto il lavoro deve essere cura, perché  il mondo del lavoro è un mondo umano in cui tutti sono collegati con tutti. Ecco perché dobbiamo fare tesoro del suo insegnamento e concorrere tutti insieme a trasformare il lavoro in un luogo di speranza». Per padre Giacomo Costa, accompagnatore spirituale delle Acli nazionali, «tutti gli interventi che si sono susseguiti ci hanno raccontato che quando si deteriora il tessuto lavorativo, si deteriora il tessuto democratico. E soprattutto viceversa: quando si ricostruisce un lavoro degno, stabile, creativo, si rafforza la democrazia, si ricompone la fiducia tra cittadini e istituzioni, si riattiva il senso di appartenenza a una comunità solidale, si promuove la coesione sociale, si allarga la partecipazione, si costruiscono istituzioni affidabili, si promuovono libertà reali per tutti. E anche l’economia trova nuove energie».

Su quanto avvenuto negli ultimi 30 anni ha fatto il punto Maurizio Landini, segretario generale Cgil, nella sessione dedicata alla prospettiva italiana, parlando di «un cambiamento di forma anche del lavoro e nella cultura politica del Paese», in cui «al centro non c’è più la persona ma il mercato e il profitto. E in questa nuova prospettiva – ha aggiunto – la salute e la sicurezza hanno un costo, significano fare meno profitti e quindi c’è chi non vuole affrontarli questi costi». Nell’analisi di Landini, «deve tornare al centro giustizia sociale, la persona, la solidarietà e la fratellanza e devo dire che il papato di Francesco è andato in questa direzione. Mi è rimasto impresso – ha raccontato – quando ci disse: dovete dare voce a chi non ha voce e al limite fate rumore. Ecco, noi vogliamo farlo questo rumore».

Intanto, ha affermato il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri, «dobbiamo utilizzare la speranza per cercare di stare insieme, per cambiare il modello perché oggi il lavoro è solo una merce e non è più il riconoscimento di una persona e invece dobbiamo dire con forza che sono l’uomo e la donna che nobilitano il lavoro. Rispetto dell’ambiente, rispetto della dignità della persona e della dignità del lavoro: questi – ha continuato – sono temi che non possono dividere ma possono e devono unire. Poi è chiaro che i tre grandi sindacati hanno origini e storie diverse ma è bello così, il pluralismo sindacale è una ricchezza perché alla fine ci ritroviamo sempre sui grandi principi».

I giovani e le donne: questi, per il segretario confederale Cisl Mattia Pirulli, i due temi di oggi. «È drammatico pensare che viviamo in una società che sta invecchiando e non riusciamo a coinvolgere le giovani generazioni e allo stesso tempo continuiamo ad avere un tasso di occupazione femminile così basso – ha osservato -. La grande sfida è oggi sedersi con tutti gli attori, associazioni sindacali, associazioni datoriali e il governo, qualunque esso sia, e fare ognuno un passo indietro per ridare davvero speranza, che significa cambiamento».

Il rischio, per don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio Cei per i problemi sociali e il lavoro, è quello di «non riuscire ad abitare la complessità perché per prima cosa dobbiamo renderci conto che viviamo dentro un destino comune. La speranza sta proprio qui, in questa sfida. È vero, come ha detto tante volte Papa Francesco, che ne usciremo solo insieme: i luoghi di lavoro sono comunità, e i lavoratori sono la prima ricchezza che c’è, e quando i datori di lavoro lo capiscono i luoghi di lavoro sono davvero rivoluzionari: è lì che si crea la pace, che vuol dire sicurezza, che vuole dire condivisione e tante altre cose».

Nel corso dell’incontro, l’artista Maupal ha realizzato una delle sue opere dedicata a Papa Francesco e alla sua eredità rispetto al tema del lavoro dignitoso, che gli era particolarmente caro.

5 maggio 2025