Giubileo giovani: la scuola cattolica e la sfida di un’educazione che aiuti a «discernere la verità»
La presidente nazionale Fidae Virginia Kaladich commenta il discorso di Leone XIV alla veglia. E rilancia l’impegno sull’intelligenza artificiale, su cui è avviato un laboratorio permanente
«In occasione dell’incontro con i giovani a Tor Vergata, Papa Leone XIV ha messo in luce il rischio di una comunicazione che disgrega, confonde e indebolisce le relazioni umane, spesso guidata da algoritmi e logiche di consumo. La scuola cattolica è chiamata oggi più che mai a offrire un’educazione che aiuti i giovani a discernere la verità, a costruire legami autentici e a custodire la propria libertà interiore». A parlare, all’indomani della due giorni che ha visto oltre un milione di ragazzi radunati con il pontefice, è Virginia Kaladich, presidente nazionale Fidae, federazione di scuole cattoliche primarie e secondarie.
Fedele alla sua missione, Fidae, rivendica la presidente, «rilancia il proprio impegno con iniziative concrete». E cita, come esempio, il position papier sull’intelligenza artificiale elaborato al Campus di Ravenna, che si è hiuso la scorsa settimana, da dirigenti, insegnanti ed educatori da tutta Italia: una proposta educativa chiara e operativa, che valorizza le potenzialità dell’IA senza snaturare l’identità della scuola.
«Per accompagnare le scuole in questo percorso – ha aggiunge Kaladich – la Fidae ha avviato un Laboratorio permanente sull’IA, che offrirà formazione, strumenti e spazi di confronto. In un tempo attraversato da cambiamenti profondi – conclude -, la Federazione rinnova la sua vocazione: educare alla verità che unisce, con lo sguardo rivolto alla persona e al Vangelo».
4 agosto 2025

