Gli italiani sul treno attaccato a Leopoli: «Abbiamo condiviso quanto gli ucraini vivono di continuo»
Condivisa sui social una riflessione nata sul pullman che li conduceva in Polonia. «Siamo andati per un Giubileo della speranza e per chiedere l’istituzione dei corpi civili di pace. L’attenzione resti ai cittadini ucraini»
Diffusa sui social una considerazione condivisa degli attivisti italiani che partecipavano al Giubileo della speranza in Ucraina organizzato dal Movimento europeo di azione nonviolenta, dopo l’attacco che nella notte tra 4 e 5 ottobre ha raggiunto anche il treno sul quale viaggiavano, diretti al confine polacco.
«Ci siamo trovati in una zona dove era in corso un attacco. Abbiamo sentito suoni di guerra. Abbiamo (chi più chi meno) visto luci di guerra. Abbiamo, per una notte, più o meno consapevolmente e comunque volontariamente, condiviso ciò che gli ucraini vivono di continuo – scrivono -. Ci arriva notizia che una famiglia di 4 persone è restata vittima degli attacchi nella zona di Leopoli (in cui ci trovavamo a passare in quel momento). Siamo andati per un giubileo della speranza. Cioè per condividere un momento di preghiera. Per portare vicinanza. Per stringere relazioni con la società civile». In una parola, «per portare l’attenzione sull’Ucraina».
Non solo. L’obiettivo della missione, ricordano, era anche quello di «chiedere l’istituzione dei corpi civili di pace, di cui noi abbiamo voluto essere un piccolo assaggio in anticipo». Per tutte queste ragioni, «l”attenzione è bene che resti ai cittadini ucraini e a tutto ciò che abbiamo fatto in questi giorni e a ciò che (speriamo) a partire da questi contatti potremo costruire».
La nota è firmata da Acli – Movimento europeo di azione nonviolenta.
5 ottobre 2025

