Gli scartagonisti, scartati dagli uomini, protagonisti per Dio

Presentato al Santissimo Sacramento di Tor de’ Schiavi il libro di don Mirilli. Il cardinale Tagle: «Il prossimo è sempre un dono nella nostra vita»

Presentato al Santissimo Sacramento di Tor de’ Schiavi il libro di don Mirilli. Il cardinale Tagle: «Il prossimo è sempre un dono nella nostra vita» 

Gli scartagonisti. Scartati dagli uomini, protagonisti per Dio”: un titolo inequivocabile per il nuovo libro di don Maurizio Mirilli, parroco del Santissimo Sacramento a Tor de’ Schiavi, presentato sabato 19 novembre alla comunità parrocchiale che guida da due anni. Presenti: il cardinale Louis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila, che ne ha curato la prefazione, il vescovo del settore Est, Giuseppe Marciante e l’attrice Beatrice Fazi, la giornalista di Tv 2000, Eugenia Scotti.

“Gli scartagonisti”, un termine
coniato per indicare le persone ancora oggi scartate dalla società e dalla malvagità dell’uomo ma protagonisti della storia di Dio. I poveri, i disabili, quelli che non rispondono ai canoni imposti dalla società e per questo messi in un angolo, dimenticati. I «Lazzaro di oggi» come li ha definiti Papa Francesco, che ha dedicato loro l’ultimo evento giubilare.

Lo scorso anno, nei giorni di ritiro per gli esercizi spirituali, anche il pensiero di don Maurizio era rivolto a questi esclusi, in modo particolare ai disabili per i quali spera di riuscire un giorno a realizzare una casa famiglia utilizzando gli ampi locali della parrocchia. Di qui l’idea del libro che racchiude storie di personaggi biblici e di gente comune. Pagine semplici ma al tempo stesso profonde che portano il lettore a riflettere su quanto sia bello guardare al prossimo con la logica dell’amore e del dono che l’altro può rappresentare e non con condizionamenti e stereotipi della società.

Il libro si apre con la storia di Giuseppe, figlio prediletto di Giacobbe, e per questo odiato dai fratelli che decidono di venderlo come schiavo. Don Maurizio lo paragona agli sfruttati di oggi, ai lavoratori, anche minori, privati di ogni diritto e della stessa dignità. Giuseppe, grazie al dono di Dio di interpretare i sogni, diventa consigliere del faraone. Quando si ritrova davanti i fratelli, invece di vendicarsi, salva dalla carestia l’intero popolo di Israele. Alcune pagine sono poi dedicate a Davide: scartato dal padre e lasciato a pascolare il gregge perché ritenuto non idoneo a partecipare ad un incontro con il profeta Samuele, diventa poi il più grande re della storia di Israele.

Sono poi ricordati Mosè, Maria
e Giuseppe, e quello che per don Maurizio è «lo scartagonista per eccellenza, dalla nascita alla morte»: Gesù. «È Colui che ancora oggi è protagonista della storia dell’umanità – si legge nel libro – anche se viene continuamente scartato da noi uomini, attraverso le persecuzioni nei confronti dei cristiani, oppure attraverso i tradimenti e i peccati dei suoi seguaci». Cinque le storie nella parte dedicata agli “Scartagonisti dei nostri tempi” a partire da san Filippo Smaldone, inizialmente non ritenuto idoneo al ministero sacerdotale, oggi annoverato tra i santi della Chiesa. Poi le storie di Ilaria, Andrea e Monica, scartati dal mondo per la malattia o la disabilità fisica, divenuti protagonisti nelle comunità che li hanno accolti, valorizzandone i doni e le caratteristiche.

In chiusura don Maurizio condivide con i lettori momenti della sua vita privata: racconta la malattia del fratello, morto a soli 8 anni per una poliomielite e rivela tutto il dolore vissuto all’età di 10 anni quando, per un clamoroso errore giudiziario, il padre fu ingiustamente arrestato e subito i compagni lo fecero sentire uno scartato. «Scrivere la mia vicenda personale è stato un dono di Dio – ha affermato don Maurizio –. Per 35 anni mi sono portato dentro la vergogna di essere figlio di un carcerato ma il Signore mi ha amato tanto e mi ha dato tutto e quando ho percepito questo ho sentito una gioia fortissima e una liberazione straordinaria».

«Papa Francesco parla spesso della cultura dello scarto e non solo in termini di cibo – ha ricordato il cardinale Tagle –. Gesù ha identificato se stesso con gli scartati del mondo insegnandoci che ciò che viene buttato dalle mani degli uomini, viene salvato dalle mani di Dio. Noi dobbiamo recuperare la visione del dono, dobbiamo imparare a non buttare via quello che non serve e questo libro apre gli occhi proprio verso quell’orizzonte, facendo comprendere quanto sia bello scoprire che il prossimo è sempre un dono nella nostra vita».

«Questo libro riesce ad affrontare
temi importanti con leggerezza e senza pregiudizi ma sempre con uno sguardo d’amore sui protagonisti delle vicende della nostra società – ha detto Beatrice Fazi – Di questo libro mi rimane il desiderio di imparare ad amare, una tenerezza autentica, una vera compassione e partecipazione alla vita di tanti, messi da parte dalla società, ma che possono diventare protagonisti assoluti dai quali trarre insegnamento».

21 novembre 2016