Guerra in Ucraina: i leader a Parigi non trovano l’unanimità sull’invio di peacekeeper
Concluso il vertice dei “volenterosi” convocato da Macron. Decisa una missione franco-britannica per addestrare l’esercito. La proposta russa: «Amministrazione transitoria» sotto l’egida Onu
L’invio di una «equipe franco-britannica» per «preparare quello che sarà l’esercito ucraino di domani». È il frutto maturato ieri, 27 marzo, al vertice dei Paesi “volenterosi” per l’Ucraina, convocato a Parigi dal presidente Emmanuel Macron. Decisa anche quella che il “padrone di casa” ha definito una «forza di rassicurazione» nel Paese, formata da «diversi Paesi europei», dopo il raggiungimento della pace. Mancata l’unanimità, tra i leader, sull’invio di forze di peacekeeping – tra i no anche quello dell’Italia, rappresentata dalla premier Meloni -, ma «non serve l’unanimità perché questa missione prenda vita», ha aggiunto Macron. L’obiettivo «è chiaro: vincere la pace – sono ancora le parole del presidente francese -. Gli europei hanno espresso la volontà di restare uniti per costruire questa pace con la forza».
Nessuno stop, per il momento, alle sanzioni a Mosca. «Putin finge soltanto di negoziare. Le sanzioni contro la Russia restano», ha chiarito Macron. Lo ha ribadito anche il premier britannico Keir Starmer, parlando con i media al termine del vertice, con al fianco il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, e rivendicando il sostegno dei Paesi della cosiddetta “coalizione dei volenterosi” «in un momento cruciale». Un sostegno, ha sottolineato, destinato a proseguire «per tutto il tempo necessario», dopo gli aiuti assicurati «in tre anni di guerra».
L’Italia, da parte sua, ha chiesto «garanzie solide per Kiev nel contesto euro-atlantico» e insistito, con la premier Meloni, per «coinvolgere gli Usa» al prossimo incontro di coordiamento. Ora, ha affermato, «è importante poter estendere il cessate il fuoco parziale alle infrastrutture civili, come le scuole e gli ospedali, con l’obiettivo di raggiungere un cessate il fuoco totale» e ha ribadito che non è prevista alcuna partecipazione nazionale a una eventuale forza militare sul terreno. Quindi ha sottolineato l’importanza di continuare a lavorare con gli Stati Uniti per fermare il conflitto e raggiungere una pace che assicuri la sovranità e la sicurezza dell’Ucraina. Anche il presidente francese ha definito gli Stati Uniti «alleati affidabili», auspicando un sostegno americano al dispiegamento europeo in Ucraina, anche se ha aggiunto di volere preparare anche uno scenario alternativo, senza gli Usa.
«La Russia non vuole alcun tipo di pace», ha affermato dopo il vertice il leader ucraino Voldymyr Zelensky. Anzi, ha aggiunto, «vuole dividere l’Europa e l’America», ma il ruolo degli Stati Uniti è «senza dubbio molto importante». E ancora, su Telegram: «È importante che tutti capiscano: oggi la Russia non vuole una vera pace e sta prolungando la guerra. I risultati dell’incontro odierno dei leader forniscono un’importante conferma che le sanzioni contro la Russia per la guerra non dovrebbero essere revocate finché l’aggressione continua. E continueremo a lavorare sulle garanzie di sicurezza per l’Ucraina». Nelle parole del presidente ucraino anche il grazie a Francia e Gran Bretagna «per la loro leadership nella coalizione dei volenterosi e dei capaci, nella coalizione della forza per la pace. La nostra unità e il nostro lavoro congiunto in Europa, con l’America e con altri partner possono costringere la Russia a fare la pace».
Di segno opposto, naturalmente, la lettura che arriva da Mosca. «Londra e Parigi continuano a escogitare piani per l’intervento militare in Ucraina. Tutto questo è mascherato da una sorta di missione di mantenimento della pace», ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, citata dalla Tass. Mosca, ha continuato, è «categoricamente contraria» al dispiegamento di militari di Paesi Nato in Ucraina come parte di una operazione di “peacekeeping”: uno scenario del genere, ha osservato, «rischia di provocare un confronto militare diretto tra Russia e Nato». Il presidente russo Vladimir Putin lanciato invece l’idea di una «amministrazione transitoria» sotto l’egida dell’Onu in Ucraina, al fine di organizzare elezioni presidenziali «democratiche» nel Paese e negoziare poi un accordo di pace con le nuove autorità.
28 marzo 2025

