Guerra in Ucraina, i vescovi Ue: «Restare uniti nel sostegno a Kiev»

L’appello della presidenza Comece, «in un contesto di crescente complessità e incertezza geopolitica». L’Unione europea «resti fedele alla sua vocazione di essere promessa di pace e ancora di stabilità»

«In un momento in cui il panorama geopolitico rimane caratterizzato da instabilità e incertezza, la presidenza della Comece desidera riaffermare la costante vicinanza e la sentita solidarietà dei vescovi dell’Ue al popolo ucraino, che da più di tre anni soffre per l’ingiustificabile invasione su larga scala da parte della Russia».  Si apre con queste parole la dichiarazione diffusa oggi, 4 marzo, dalla presidenza della Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione europea, «a sostegno dell’Ucraina e del suo popolo».

La guerra in Ucraina, scrivono i vescovi, «è entrata in un nuovo capitolo. Tra le crescenti complessità geopolitiche e l’imprevedibilità delle azioni intraprese da alcuni membri della comunità internazionale, chiediamo all’Unione europea e ai suoi Stati membri di rimanere uniti nel loro impegno a sostenere l’Ucraina e il suo popolo». Ricordando nella preghiera «tutti coloro che hanno perso la vita, coloro che sono stati feriti, coloro che hanno dovuto fuggire dalle loro case per paura, coloro che continuano a difendere la loro patria», i presuli esprimono gratitudine ai “decisori” dell’Ue «per aver fornito un sostegno umanitario, politico, economico, finanziario e militare senza precedenti all’Ucraina e al suo popolo negli ultimi anni. Apprezziamo inoltre  profondamente gli instancabili sforzi delle organizzazioni della società civile, tra cui molte organizzazioni di ispirazione religiosa, e dei cittadini europei nel mostrare gesti concreti di solidarietà con le persone che soffrono per le conseguenze della guerra».

Ma «la lotta dell’Ucraina per la pace e la difesa della sua integrità territoriale – proseguono – non è solo una lotta per il proprio futuro. Il suo esito sarà decisivo anche per il destino dell’intero
continente europeo e di un mondo libero e democratico». Parlano di «palese violazione del diritto internazionale, i vertici della Comece, ricordando l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. «L’uso della forza per alterare i confini nazionali e gli atti atroci commessi contro la popolazione civile sono ingiustificabili e richiedono inoltre una conseguente ricerca di giustizia e responsabilità – evidenziano -. Una pace integrale, giusta e duratura in Ucraina può essere raggiunta solo attraverso i negoziati».

Nell’analisi dei presuli europei, «qualsiasi sforzo di dialogo credibile e sincero deve essere sostenuto da una forte e continua solidarietà transatlantica e globale e deve coinvolgere la vittima dell’aggressione: l’Ucraina. Respingiamo fermamente qualsiasi tentativo di distorcere la realtà di tale aggressione – è la presa di posizione -. Per essere sostenibile e giusto, un futuro accordo di pace deve rispettare pienamente il diritto internazionale ed essere sostenuto da efficaci garanzie di sicurezza per evitare che il conflitto si riaccenda. L’accordo di pace deve stabilire le condizioni necessarie per garantire che le famiglie ucraine possano di nuovo riunirsi e vivere una vita in dignità, sicurezza e libertà nella loro patria sovrana e indipendente».

All’Ue, dunque, i vescovi tornano a chiedere di «portare avanti il processo di allargamento in modo tempestivo ed equo insieme agli altri Paesi candidati. Inoltre, mentre si stanno ridisegnando i contorni di una nuova architettura di sicurezza globale, la nostra profonda speranza è che l’Unione europea rimanga fedele alla sua vocazione di essere una promessa di pace e un’ancora di stabilità per il suo vicinato e per il mondo».

4 marzo 2025