Guerra Israele Iran: attacchi incrociati. L’impegno del G7 per la pace
Forti esplosioni udite anche a Gerusalemme, oltre che a Tel Aviv. Raid israeliani sulla tv di Stato iraniana: almeno 3 i morti. Diversi attacchi nella notte contro obiettivi militari nell’Iran occidentale. I leader del G7 chiedono una de-escalation
All’inizio del quinto giorno consecutivo di guerra tra Israele e Iran, forti esplosioni sono state udite questa mattina, 17 giugno, anche a Gerusalemme, oltre che a Tel Aviv, dove è stato colpito almeno un bersaglio. Lo riferiscono i giornalisti di Afp presenti sul posto. Stando a una valutazione iniziale delle Forze di difesa israeliane (Idf), l’Iran ha lanciato nell’ultimo attacco una ventina di missili balistici. Al momento non risulterebbero vittime. Un missile avrebbe colpito un parcheggio nella parte centrale di Israele, causando danni e provocando l’incendio di un bus vuoto.
«Diversi attacchi su larga scala», aggiungono, sono stati effettuati nella notte contro obiettivi militari nell’Iran occidentale. «Sono state colpite decine di depositi e impianti di lancio di missili terra-terra», si legge in una nota dell’Idf, così come «lanciatori di missili terra-aria e siti di stoccaggio di droni», sempre nell’Iran occidentale. Secondo l’agenzia di stampa Mehr – che cita il vice capo della sicurezza locale -, almeno tre persone sono state uccise e altre quattro sono rimaste ferite in un attacco israeliano contro un checkpoint nella città di Kashan, nella provincia di Isfahan nell’Iran centrale. Delle vittime parlano anche altre due agenzie, ma senza altri dettagli. Nella giornata di ieri invece l’attacco israeliano alla sede della tv di Stato iraniana a Teheran, che ha provocato la morte di tre dipendenti, informa la stessa emittente, parlando anche di «altri feriti nell’attacco», senza menzionare il numero.
L’Iran intanto ha affermato di aver distrutto la notte scorsa, attraverso i droni, «obiettivi strategici» in Israele. Lo ha affermato il comandante delle forze terrestri dell’esercito il generale Kioumars Heidari, citato dalla televisione di Stato: «Vari tipi di droni d’attacco, dotati di capacità di distruzione e puntamento precise, hanno distrutto posizioni strategiche del regime sionista a Tel Aviv e Haifa», le sue parole.
Una forte sollecitazione alla de-escalation nell’area arriva dai leader del G7, riuniti da ieri, 16 giugno, a Kananaskis, nella provincia di Alberta, in Canada, per la due giorni dedicata, fondamentalmente, al confronto sui conflitti in corso. «Il G7 ribadisce il suo impegno per la pace e la stabilità in Medio Oriente – scrive sui social la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen -. Esortiamo affinché la risoluzione della crisi iraniana porti a una più ampia de-escalation delle ostilità, compreso un cessate il fuoco a Gaza. Restiamo vigili sulle implicazioni per i mercati energetici». In particolare, in una dichiarazione sui recenti sviluppi tra Israele e Iran, i leader del G7 affermano che «l’Iran è la principale fonte di instabilità e terrorismo della regione». Nel documento dei sette – compreso il presidente americano Donald Trump -, in cui si sollecitano la de-escalation nel conflitto in Medio Oriente e la tregua a Gaza, si afferma quindi che Teheran «non potrà mai avere l’arma nucleare» e che «Israele ha il diritto di difendersi».
Secondo una fonte diplomatica francese citata dall’Afp, Regno Unito, Francia e Germania hanno rivolto all’Iran un appello a tornare «presto» e «senza porre precondizioni» al tavolo dei negoziati. Hanno anche chiesto all’Iran di «evitare qualsiasi corsa precipitosa contro gli interessi occidentali, qualsiasi espansione regionale e qualsiasi escalation nucleare». Ancora, ha chiarito la fonte, hanno chiesto all’Iran di continuare la cooperazione con l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), di non ritirarsi dal Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp) e di non superare le soglie di arricchimento dell’uranio. Stando ai media iraniani, il ministro degli Esteri di Teheran Ababs Araghchi ha dichiarato che «l’Iran non ha mai abbandonato il tavolo delle trattative», aggiungendo però che «in questa fase il nostro obiettivo è contrastare l’aggressione in modo efficace e fermo. La legittima difesa dell’Iran continuerà contro l’aggressione con veemenza», ha aggiunto.
A margine del G7, e alla vigilia della sessione dedicata ai temi di politica estera, la premier italiana Giorgia Meloni ha avuto ieri sera un incontro bilaterale con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Lo riferisce Palazzo Chigi, precisando che il colloquio ha permesso di discutere dei più recenti sviluppi in Iran, «riaffermando l’opportunità di riaprire la strada del negoziato». Nel corso della conversazione, Meloni ha anche ribadito la necessità di lavorare per il raggiungimento di un cessate il fuoco a Gaza; quindi ha confermato «l’importanza del conseguimento di un accordo sul negoziato commerciale Ue-Usa e di affrontare il tema delle prospettive del prossimo Vertice Nato dell’Aja».
Il presidente Trump è ripartito in anticipo per tornare a Washington «per questioni importanti», ma ha smentito che il motivo sia il conflitto israelo-iraniano.
17 giugno 2025

