Haiti: realtà cattoliche ancora in sciopero per la liberazione dei preti e suore rapiti

Chiuse dal 21 al 23 aprile scuole, università, ospedali, centri sanitari e altre istituzioni. I vescovi: «Dieci giorni nelle mani dei rapitori è troppo»

Realtà e istituzioni del mondo cattolico ancora in sciopero, ad Haiti, per la liberazione delle 10 persone – 5 preti, 2 suore e 3 familiari di un sacerdote – rapite domenica 11 aprile a Croix-des-Bouquets. Dal 21 al 23 aprile, restano chiuse scuole, università, ospedali e centri sanitari, per protestare contro il sequestro, dal quale è stata liberata, nei giorni scorsi, solo la madre del sacerdote.

«È una situazione insostenibile per tutti coloro che hanno un cuore – scrivono i vescovi in una nota diffusa per dare voce alla protesta -. Dieci giorni nelle mani dei rapitori è troppo. Nonostante gli appelli della Chiesa, dei vescovi, dei preti, dei religiosi, dei fedeli laici e delle organizzazioni della società civile ad Haiti e all’estero, gli ostaggi non sono stati ancora liberati. Sono ancora nelle mani dei banditi, che sembrano non ascoltare ancora la voce della ragione».

Ieri e oggi, 22 aprile, in programma la celebrazione di Messe per pregare «per la liberazione degli ostaggi, la conversione dei rapitori e la liberazione di Haiti». Domani, terzo giorno della protesta, le campane torneranno a suonare in tutte le chiese a mezzogiorno, come già avvenuto nello sciopero dello scorso 11 aprile, al quale si erano uniti anche sindacati e imprese private. I 9 ostaggi – di cui due, un prete e una religiosa, di nazionalità francese – pare siano nelle mani della gang “400 Mawozo”.

22 aprile 2021