I bambini siriani vittime degli ordigni inesplosi
Solo nel dicembre scorso, uccisi o feriti in media quasi 4 al giorno, informa l’Unicef. E il rinnovato sfollamento non fa che aggravare il pericolo. Negli ultimi 9 anni, segnalati 422mila incidenti
L’Unicef lancia l’allarme sull’impatto degli ordigni inesplosi (Uxo) sui bambini siriani, nonostante crescano le speranze per un ritorno della pace. Solo nel dicembre scorso, riferiscono dall’organizzazione internazionale, sono state ricevute 116 segnalazioni di piccoli uccisi o feriti da ordigni di questo tipo: in media, quasi 4 al giorno. E «si ritiene che questa sia una sottostima, data la fluidità della situazione umanitaria sul terreno», rilevano.
Negli ultimi 9 anni, almeno 422mila gli incidenti causati da Uxo in 14 governatorati del Paese. «Si stima che la metà di essi abbia causato tragiche vittime tra i bambini. In tutta la Siria – rimarcano ancora dall’Unicef – i bambini devono affrontare questa minaccia, spesso invisibile ed estremamente letale. Il rinnovato sfollamento non fa che aggravare il pericolo». Basti pensare che dal 27 novembre, oltre 250mila piccoli sono stati costretti a fuggire dalle proprie case a causa dell’escalation del conflitto. «Per questi bambini, e per quelli che cercano di tornare nelle loro aree originarie, il pericolo degli Uxo è costante e inevitabile».
Effettuare «investimenti immediati per garantire che il terreno sia sicuro e sgombro da esplosivi». Questo, per l’Unicef, l’imperativo, mentre «si continua a discutere degli sforzi di ricostruzione e la comunità internazionale si prepara ad aiutare la Siria a spianare una nuova strada per i bambini». Più di 10 anni di guerra infatti hanno le comunità in tutto il Paese disseminate di letali residuati bellici, tra cui circa 324mila ordigni inesplosi sparsi per il Paese. Un pericolo, questo, che riguarda circa 5 milioni di bambini che vivono in aree contaminate da Uxo e mine terrestri, che «sono diventate la principale causa di vittime infantili in Siria. Ogni passo che compiono comporta il rischio di una tragedia inimmaginabile».
Anche in caso di sopravvivenza alle esplosioni, le ferite e le disabilità che ne derivano «spesso significano che non possono tornare a scuola o che è più difficile accedere a un’assistenza sanitaria adeguata». I bambini, insomma, devono affrontare un nuovo tipo di guerra: contro l’isolamento, lo stigma e le opportunità limitate. Di qui l’esortazione a «spingere per aumentare gli sforzi di sminamento umanitario per rimuovere i resti letali della guerra e rendere le comunità di nuovo sicure» e a «espandere la formazione sul rischio di mine, in modo che i bambini possano riconoscere ed evitare gli Uxo».
Indispensabile, per l’Unicef, «fornire un sostegno completo ai sopravvissuti – comprese le cure mediche, la riabilitazione e i servizi psicosociali -, affinché possano riacquistare la loro dignità e ricostruire le loro vite. Dobbiamo non solo ascoltare, ma anche agire per questi bambini – è il monito -. Non c’è speranza per la ricostruzione in Siria quando c’è così tanta distruzione ancora sul terreno. La Siria non può superare questa guerra orribile se i bambini continuano a rischiare di uscire dalla porta di casa ed essere fatti saltare in aria dagli esplosivi. Ogni giorno senza azione è un altro che minaccia i bambini della Siria. Questi bambini – che hanno vissuto tutta la loro vita in pericolo – meritano di vivere il resto della loro vita in sicurezza»
15 gennaio 2025

