I giovani di Roma, “Custodi di speranza”

Conclusa l’esperienza del campo estivo promosso dall’Ufficio diocesano per la pastorale giovanile a Prati di Tivo, a cui hanno partecipato in 200. Messa e penitenziale con il cardinale Reina

Circa 200 ragazzi tra gli 11 e i 18 anni, appartenenti a 16 parrocchie, dono rientrati ieri, 6 luglio, dal campo estivo promosso dall’Ufficio per la pastorale giovanile della diocesi di Roma. Accompagnati da 25 educatori tra sacerdoti e animatori dell’équipe diocesana, hanno trascorso una settimana scandita da ore di gioco, preghiera e riflessioni a Prati di Tivo (Teramo). «I gruppi sono omogenei per età ed eterogenei per parrocchie. La forza risiede nella diocesanità», dice Giancarlo Gandini, della Pastorale giovanile, tracciando un bilancio dell’esperienza. «Quello che colpisce – riflette – è vedere i ragazzi più grandi prendersi cura dei più piccoli. Nessuno rimane indietro, chi fatica è supportato. È un insegnamento anche per gli adulti».

“Custodi di speranza. Testimoni di una promessa che si compie, guidati dalla luce del Vangelo” il tema proposto. Per don Alfredo Tedesco, direttore dell’Ufficio diocesano della pastorale giovanile, «è un argomento importante da approfondire in età adolescenziale. La speranza è una virtù da ricevere e purtroppo oggi i ragazzi nel loro vissuto non ne fanno pienamente esperienza. Non è ottimismo, non è qualcosa di sovraumano, non è positività, ma è la capacità di diventare seminatori di speranza». Gli fa eco Gandini spiegando che alle meditazioni proposte sul tema, i ragazzi «hanno risposto benissimo. Abbiamo lavorato sulle false speranze per giungere a quella vera che è il Vangelo».

Il campo si è aperto lunedì 30 giugno con la Messa presieduta dal cardinale vicario Baldo Reina nella basilica di San Giovanni. Ai ragazzi ha consegnato due direttive. «La prima finalità – ha detto – è provare a scendere in profondità per conoscersi un po’ meglio. Valorizzate questi giorni per contemplare voi stessi». È anche occasione «per scoprire quanto Gesù sia importante nella propria vita». Giovedì 3 luglio poi il cardinale ha raggiunto Prati di Tivo per la liturgia penitenziale. «Un atto d’amore verso i ragazzi – dichiara Matteo Maio, dell’équipe di pastorale giovanile –. Sono lontani da casa e la Chiesa di Roma, rappresentata dal vicario, li raggiunge per abbracciarli e donare il perdono attraverso il sacramento della riconciliazione». Ogni anno, dicono gli organizzatori, la penitenziale è un momento atteso con lunghe file ai confessionali.

Pensando alle giornate trascorse tra le montagne abruzzesi, Matteo riflette che «il modo in cui i ragazzi condividono il loro vissuto è meraviglioso. La profondità delle riflessioni, il racconto delle loro sofferenze e del modo in cui le superano fa comprendere che c’è speranza per il mondo. Pensiamo che i ragazzi non abbiano spiritualità, invece intendono questi spazi di condivisione come qualcosa di sacro». Maria, 18 anni tra qualche giorno, appartiene alla parrocchia di San Lino e riferendosi al cammino interiore fatto in questi giorni confessa che scavare in sé stessi «è sempre difficile ma farlo condividendo i pensieri aiuta tanto». Ha riflettuto sul ruolo che Gesù riveste nella sua vita comprendendo che «è il sentiero sicuro. Colui che ti ama così come sei. Ti aiuta nei momenti difficili e gioisce con te in quelli belli. È l’amico, il fratello, è un pezzo di te». Torna dal campo convinta che la speranza «siamo noi giovani. Uniti e sostenuti dalla Chiesa possiamo costruire un mondo migliore per le generazioni future».

7 luglio 2025