I migranti, «nostri fratelli e sorelle in umanità, meritano di essere aiutati»
L’appello dei vescovi cattolici e anglicani di Francia e Regno Unito, da Dover a Calais, a pochi giorni dal salvataggio di 80 persone che nella Manica
Da Dover a Calais, dal nord e dal sud della Manica, 6 vescovi cattolici e anglicani di Francia e Regno Unito firmano una dichiarazione comune – in occasione della Giornata mondiale del rifugiato, celebrata il 20 giugno -, pochi giorni dopo il salvataggio di 80 migranti che tentavano di attraversare la Manica, da parte dei servizi francesi. I migranti, si legge nel testo pubblicato sul sito della diocesi di Lille, «sono nostri fratelli e sorelle in umanità e meritano di essere aiutati a trovare luoghi dove possano vivere con dignità e contribuire alla società civile».
Secondo l’Afp, nel 2020 si sono verificati più di 9.500 tentativi di raggiungere in questo modo il Regno Unito: 4 in più, rispetto al 2018. Tanto che nel marzo scorso il vescovo di Arras (Calais) Olivier Leborgne si era unito a Véronique Fayet, presidente del Secours Catholique, per denunciare la gravissima situazione dei migranti a Calais in attesa di attraversare il canale, lanciando un appello a «porre fine alla negazione della realtà» e creare una vera base umanitaria. Appello al quale poi hanno aderito i vescovi inglesi e francesi per la Giornata mondiale del rifugiato.
«Con tristezza – si legge nel documento – osserviamo la mancanza di speranza che spinge le persone in difficoltà a essere sfruttate dai trafficanti e ad aumentare così i profitti del loro commercio illegale. Siamo incoraggiati da tutti coloro che, indipendentemente dal loro credo religioso, offrono generosamente sostegno finanziario e materiale, tempo e capacità, riparo e alloggio. Queste persone – proseguono i vescovi – ignorano la retorica del pregiudizio e della paura che impedisce la creazione di nuove politiche costruttive e alternative alla chiusura delle frontiere e al rafforzamento della sicurezza. Le storie di tutti dovrebbero essere ascoltate prima di prendere decisioni sul loro futuro». Quindi l’appello: «Esortiamo tutti coloro che si riuniscono nei luoghi di culto lungo i confini degli Stati europei a pregare e a offrire un migliore trattamento a tutte le donne, gli uomini e i bambini vulnerabili. Noi incoraggiamo gli abitanti delle nostre regioni a creare un clima di accoglienza e comprensione per questi esuli che condividono speranze e bisogni di tutta l’umanità».
Le firme in calce al documento sono quelle dei vescovi cattolici Lode Aerts (Bruges), Olivier Leborgne (Arras), Laurent Ulrich (Lille), John Wilson (Southwark) e dei vescovi anglicani Rose Hudson Wilkin (Dover), Robert Innes (Gibilterra in Europa).
22 giugno 2021

