IC Piazza Forlanini, niente banchi nuovi ma la distanza c’è

Partenza con alcune cattedre scoperte e orario ridotto. I docenti: la didattica verrà innovata grazie anche all’esperienza vissuta nei mesi del lockdown

All’Istituto comprensivo Piazza Forlanini, a Monteverde, si fanno i conti con un difficile rientro tra i banchi, e se da una parte si registra l’entusiasmo degli studenti per il ritorno a scuola in presenza, dall’altra, nelle parole della dirigente scolastica Serena Di Giacinto, si ritrovano le tante difficoltà affrontate sia durante il lockdown sia in questa fase di inizio del nuovo anno scolastico.

Per garantire la didattica in presenza a tutti gli alunni, sono stati rimodulati gli spazi, rincorrendo le varie circolari e interfacciandosi con i soggetti preposti, a cominciare dal XII municipio. «I banchi monoposto non sono ancora arrivati – afferma la preside – ma noi siamo riusciti a garantire la distanza di un metro tra gli studenti nelle aule utilizzando al 90% banchi biposto, con la seduta sul lato più corto del banco, utilizzando spazi che non erano usati per le classi più numerose, il che garantisce anche più di un metro di distanza. Come scuola eravamo pronti per il 14 settembre ma abbiamo aperto con una quantità importante di docenti mancanti, sia nella primaria che nella secondaria di primo grado, quindi con un ritardo nell’assegnazione delle cattedre, e questo ci ha obbligato ad aprire, almeno per le prime due settimane, con un orario ridotto».

Rispetto alla grande incognita che grava sulle scuole, il verificarsi di casi di contagio da Covid-19, Di Giacinto aggiunge che «è previsto un protocollo di sicurezza, ricordando che solamente per gli alunni della scuola dell’infanzia è obbligatorio rilevare la temperatura corporea a scuola mentre per il primo ciclo no, pur essendo obbligatorio per le famiglie misurarla prima di arrivare. Se un alunno dovesse avere sintomi evidenti chiamiamo subito la famiglia, che deve venire a prenderlo; se poi misurando la temperatura quest’ultima fosse superiore a 37.5 abbiamo predisposto due aule in cui il bambino viene isolato con un adulto responsabile, e da quel momento in poi il contatto sarà tra la famiglia e il dipartimento di salute della Asl di competenza. Inoltre la nostra scuola per qualsiasi informazione alle famiglie ha attivato anche un referente Covid». Predisposti anche percorsi per definire in modo chiaro le entrate e le uscite degli alunni, oltre a gestire l’approvvigionamento del gel disinfettante e delle mascherine.

Per i docenti il ricordo torna al lockdown e a quanto sia stato difficile non far perdere agli alunni il contatto con la scuola, così come interfacciarsi con le famiglie, che si sono ritrovate catapultate insieme ai loro bambini in una realtà nuova. Per Loredana Brun «gli studenti ora sono felicissimi di essere tornati a scuola perché è mancata loro la socialità. Abbiamo sentito chiaramente la differenza tra le due modalità di didattica». Un altro insegnante, Matteo Sabatino, si sofferma proprio sulla didattica: «Verrà innovata quest’anno anche grazie all’esperienza vissuta nei mesi scorsi: ci siamo resi conto che per gli studenti che non avevano una famiglia a supporto durante la didattica a distanza è stato difficoltoso. Le criticità hanno riguardato gli studenti con disabilità per i quali è stata penalizzante».

25 settembre 2020