Icone bizantine a Sant’Agnese in Agone
In mostra nella sagrestia di Borromini fino al 16 febbraio l’esposizione con alcune rare opere provenienti dai Musei Vaticani. Iniziativa inserita nel percorso giubilare
Inaugurato dal dicastero per l’Evangelizzazione – sezione per le Questioni fondamentali dell’evangelizzazione nel mondo -, responsabile per l’organizzazione del Giubileo 2025, in collaborazione con la Direzione dei Musei e dei Beni culturali del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, il quinto evento d’arte e fede della rassegna “Il Giubileo è cultura”, a una settimana dall’apertura della Porta Santa della basilica di San Pietro.
Si tratta della mostra sulle icone d’Oriente “Icone di speranza. Il cammino della fede nei Musei Vaticani”, curata congiuntamente da Anna Pizzamano e Pietro Beresh del reparto per l’Arte bizantino-medievale dei Musei Vaticani, visitabile fino al 16 febbraio 2025 bella chiesa di Sant’Agnese in Agone a piazza Navona (ingresso gratuito tutti i giorni dalle 9 alle 19). Un’iniziativa che si inserisce nel percorso culturale verso l’Anno Santo.
Nella chiesa barocca i visitatori potranno ammirare, all’interno della suggestiva sagrestia di Borromini, alcune rare icone bizantine provenienti dai Musei del Papa. «Sono diciotto le opere selezionate dai nostri due curatori, scelte in tutta l’area dell’Europa orientale cristiana: Grecia, Bulgaria, Ucraina, Russia, Macedonia – spiega la direttrice Barbara Jatta -. Le abbiamo chiamate icone di speranza, in linea con il motto del Giubileo, proprio perché siano veicolo di pace e di fratellanza, come è dimostrato dalla commistione di stili. Metterle tutte insieme equivale a dire che siamo tutti portatori di uno stesso messaggio. Si tratta per la maggior parte di dipinti da poco restaurati grazie all’impegno dei maestri del Laboratorio Dipinti e Materiali lignei e del Laboratorio Metalli e Ceramiche».
«L’icona non è solo dipinto – sottolinea il pro-prefetto del dicastero, l’arcivescovo Rino Fisichella -. Essa diventa un’autentica scrittura dove leggere la storia della salvezza. Ci auguriamo che quanti avranno la possibilità di visitare l’esposizione possano contemplare il mistero che emerge dall’icona per appropriarsi della santità che intende esprimere».
18 dicembre 2024

