Il Codice antimafia incassa l’ok del Senato
129 i sì al testo, che torna alla Camera per la terza lettura. «Grande soddisfazione» del ministro Orlando (Giustizia): «Ora si arrivi fino in fondo»
129 i sì al testo, che torna alla Camera per la terza lettura. «Grande soddisfazione» del ministro Orlando (Giustizia): «Ora si arrivi fino in fondo»
129 sì, 56 no e 30 astenuti. Questi i numeri con cui nella giornata di ieri, giovedì 6 luglio, il Senato ha approvato il Codice antimafia, che torna ora alla Camera per la terza lettura. A votare a favore Pd e Si-Sel. Ap ha lasciato libertà di voto. Il Movimento 5 stelle si è astenuto. Contrario il voto di Forza Italia; Maurizio Gasparri, a titolo personale, ha annunciato che non avrebbe partecipato al voto.
«Non posso che manifestare grande soddisfazione per l’approvazione di un provvedimento che ha avuto una gestazione lunghissima», è il commento del ministro della Giustizia Andrea Orlando, che smentisce il rischio che il provvedimento possa finire su un binario morto, vista la legislatura agli sgoccioli. «Ci sono tutte le condizioni per portarlo fino in fondo», afferma, richiamando il «voto chiaro» già espresso dalla Camera. Entrando poi nel merito del Codice, il ministro sottolinea che «rafforza l’efficienza dell’Agenzia per i beni confiscati, offre nuovi strumenti per il contrasto alla criminalità organizzata e introduce elementi anche di forte trasparenza nella gestione dei beni». Per Orlando, «tutto questo ci mette, dal punto di vista della normativa, all’avanguardia a livello internazionale nel contrasto alla criminalità organizzata e dimostra con chiarezza la volontà del governo di condurre una battaglia senza tregua su questo fronte».
7 luglio 2017

