Il contraccolpo della pandemia sulle famiglie. Le proposte raccolte da Acli Roma

Tra i temi al centro dell’ultimo web talk del “Cantiere Roma”, la conciliazione vita – lavoro e l’accesso a casa e servizi. Il documento per i candidati sindaco

La conciliazione dei tempi in famiglia, l’accesso alla casa e ai servizi, la gestione delle disabilità e il contrasto alle varie forme di povertà. Sono queste le principali tematiche su cui ha posto l’attenzione il sesto e ultimo web talk dedicato alle famiglie nell’ambito di “Cantiere Roma”, l’iniziativa promossa dalle Acli provinciali della Capitale in vista delle elezioni amministrative e avviata lo scorso maggio con l’obiettivo di rendere i cittadini protagonisti di una riflessione sulla città di oggi e di domani attraverso un ascolto “dal basso”. Le proposte emerse in questi mesi saranno sintetizzate in un documento che le Acli romane presenteranno il 15 settembre ai candidati sindaco.

Come nelle scorse occasioni, l’incontro – trasmesso ieri, 6 settembre, sui canali social e moderato dalla conduttrice Rai Benedetta Rinaldi – ha preso spunto dai risultati di un questionario, questa volta rivolto a oltre mille famiglie della Capitale. Dai dati si evidenzia come la pandemia abbia provocato un duro contraccolpo, con il 44% degli intervistati che dichiara di aver chiesto aiuto economico ai parenti. Assai critica anche la conciliazione famiglia-lavoro, che risulta essere molto difficile per oltre 2 famiglie su 3, e l’accoglienza delle fragilità: oltre il 69% delle famiglie con disabili intervistate conferma una carenza di servizi specifici dedicati.

Risultati significativi che accendono i riflettori sulle criticità vissute da un soggetto sociale importante, che, se opportunatamente sostenuto, è in grado di dispiegare, come ha precisato la presidente delle Acli romane Lidia Borzì, una forza generativa di natura «educativa, perché propaga valori buoni nella comunità; economica, poiché la famiglia è un motore di sviluppo economico; e sociale, perché le sue relazioni primarie alimentano la coesione». La famiglia, ha aggiunto, «non è una somma di individui ma una comunità di persone che è moltiplicatrice di risorse che vanno connesse nello spazio urbano».

Dello stesso parere anche Carlo Cellamare, docente di urbanistica alla Sapienza, secondo il quale «bisognerebbe ripensare la città di Roma a partire dalla capacità di autonomia funzionale dei quartieri, affinché ciascuno di essi abbia le proprie dotazioni, oltre che la possibilità di accedere alla vita collettiva». Funzionale a questo approccio è la proposta, fatta propria dalla Regione, delle cosiddette officine municipali, «spazi attrezzati dove poter andare a lavorare, in modo tale da alleggerire il traffico e il peso sulla vita familiare». Infine, il docente è intervenuto sulla «piaga della casa», ricordando «le 4.500 le richieste di sfratto al termine del blocco dovuto al Covid». La parola è quindi passata alla presidente del Forum delle associazioni familiari del Lazio Alessandra Balsamo, la quale ha auspicato da parte dei prossimi amministratori «una conoscenza profonda dei territori, oltre che la costruzione di una rete e di interventi “su misura” condivisi con il mondo dell’associazionismo, capace di fare da ponte tra le famiglie e le istituzioni».

Sull’importanza di una corresponsabilità nell’accoglienza dei più fragili si è soffermato Luigi Vittorio Berliri, vicepresidente di Federsolidarietà Coonfcooperative Lazio: «Per far funzionare una casa-famiglia serve l’aiuto della comunità». Urge poi anche «un ruolo centrale da parte della politica, a cui è connessa l’importante questione delle priorità». Spazio, infine, alla buona pratica rappresentata dall’associazione Salvamamme, che offre aiuto e sostegno concreto alle mamme e famiglie in difficoltà.

7 settembre 2021