Il dialogo ebraico – cristiano e la preghiera per l’unità dei cristiani

La Giornata di approfondimento dei rapporti tra ebrei e credenti in Cristo il 17 gennaio al Museo ebraico. Quindi la Settimana ecumenica, con la veglia diocesana, il 19 a San Leone I. Il 20 gennaio, incontro con gli ortodossi di Romania. Gnavi (Ufficio diocesano): «Germini fratellanza universale»

Prende le mosse dal contesto della pandemia l’appuntamento di inizio anno dedicato al dialogo tra ebrei e cristiani, promosso dall’Ufficio ecumenismo e dialogo interreligioso del Vicariato di Roma. A fare da cornice all’evento, in programma il 17 gennaio, il Museo ebraico della Capitale. «Purtroppo, a motivo del dilagare del Covid e degli spazi ristretti, non sarà possibile prendervi parte in presenza», anticipa l’incaricato dell’Ufficio diocesano monsignor Marco Gnavi. Assicurata comunque la diretta su Telepace, dalle 18 alle 19.15. «Speriamo che in molti possano essere raggiunti dalle immagini, dai contenuti, dalle suggestioni che ci verranno offerte – aggiunge -. Avremo nuovamente la gioia di essere accolti nel cuore della Comunità ebraica romana, dove il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni e il cardinale Josè Tolentino de Mendonça, archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa e insigne biblista, si confronteranno sul tema: “Risorse spirituali e umane di ebraismo e cristianesimo, alla prova della pandemia”». A introdurre il confronto, il cardinale vicario Angelo De Donatis. Nelle parole di Gnavi, «il tema concordemente scelto vuole aiutarci ad attingere alle nostre tradizioni bibliche e sapienziali per affrontare il presente e il domani, che auspichiamo migliore. Farlo assieme non potrà non rafforzare la nostra speranza e il nostro impegno».

Il giorno seguente, martedì 18 gennaio, prende il via, come di consueto, la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, fino al 25. Momento centrale, la veglia diocesana, ospitata quest’anno dalla parrocchia di San Leone I (via Prenestina), il 19 gennaio alle 19. «Si raccoglieranno in presenza i rappresentanti di tutte le confessioni cristiane che vivono e testimoniano la loro fede a Roma: ortodossi, membri delle antiche Chiese orientali, anglicani, luterani, evangelici. Insieme invocheremo lo Spirito in questo tempo difficile – spiega Gnavi -, lasciandoci interpellare dal tema di quest’anno: “In Oriente abbiamo visto apparire la sua stella e siamo venuti qui per onorarlo” (Mt 2,2)». A presiedere la veglia sarà il vescovo Paolo Selvadagi, mentre la predicazione sarà offerta dall’arcivescovo Jan Ernest, direttore del Centro anglicano di Roma. Spazio anche alla testimonianza dai cristiani d’Oriente, attraverso la voce del vescovo siro cattolico Rami Al Kabalan. In ottemperanza alle norme anti Covid, l’ingresso in chiesa sarà consentito liberamente fino al raggiungimento della capienza consentita dal distanziamento.

Sempre all’interno della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, è in programma anche un appuntamento inserito nel solco del Cammino sinodale. «Il 20 gennaio alle 18.30 nella parrocchia Regina Apostolorum avrà luogo un momento di ascolto assieme ai nostri fratelli e sorelle della Chiesa ortodossa di Romania, le cui figlie e figli, in maggioranza badanti, lavorano, pregano, soffrono e sperano, spesso spalla a spalla con i fedeli cattolici», annuncia l’incaricato diocesano. Saranno presenti il vescovo del settore Sud  Dario Gervasi e il vescovo ortodosso Atanasie di Bogdania. «Questi eventi, nella complessità del presente, spero siano un’opportunità di incontro con gli altri perché germini un seme di fratellanza universale e un ascolto nuovo delle Scritture, della realtà, di noi stessi, alla luce del cammino segnato per noi tutti dalle Beatitudini», conclude Gnavi.

12 gennaio 2022