Il ministro Gualtieri: asilo nido gratis già dal 1° gennaio

Il titolare dell’Economia in audizione al Senato davanti alle commissioni Bilancio. Save the Children: garantire la copertura su tutto il territorio nazionale

La norma per la gratuità dell’asilo nido «per gran parte famiglie sarà in vigore già dal 1° gennaio». Lo ha affermato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, in audizione questa mattina, 12 novembre, al Senato sulla manovra, davanti alle commissioni Bilancio. Un sostegno alle famiglie che riceve l’apprezzamento di Raffaela Milano, direttrice dei Programmi Italia – Europa di Save the Children. Chiediamo un contestuale impegno per procedere, rapidamente, alla copertura del servizio su tutto il territorio nazionale, a partire dalle aree più deprivate – prosegue Milano -, incentivando anche la riconversione degli spazi delle scuole materne oggi inutilizzati a causa del calo demografico e l’attivazione di servizi integrativi. Per molti bambini, oggi, non è infatti possibile accedere ad un asilo nido di qualità e in molte Regioni il servizio è quasi inesistente».

Ancora, prosegue Milano, «chiediamo che sia garantito, omogeneamente in tutto il Paese, il rispetto di standard di qualità tali da rendere questa misura non solo utile per la conciliazione dei tempi di vita e lavoro dei genitori ma un reale strumento per combattere la piaga della povertà educativa che già si consolida nei primi anni di vita». L’idea dell’organizzazione è che «questo sostegno sia concepito come una vera e propria “dote educativa” che a regime raggiunga tutti i nuovi nati per favorire la frequenza dei servizi indicati dal decreto legislativo 65/2017, istitutivo del Sistema di istruzione ed educazione dalla nascita fino ai sei anni».

Intanto, nel corso dell’audizione in Senato, sono stati illustrati anche i dati Istat relativi agli asili nido: nel  2018 il 12,4% dei genitori di bambini di 0-2 anni non iscritti al nido dichiara di non averlo fatto perché i costi sono eccessivi». Non solo dunque offerta limitata ma anche vincoli economici, nello scarso utilizzo del servizio. Significative, ancora una volta, le differenze territoriali. «Il vincolo economico viene indicato per il 17% al Nord, per l’11,3% al Centro e per il 7,2% nel Mezzogiorno – spiegano i ricercatori -. In valori assoluti, complessivamente la mancata iscrizione al nido per motivi economici riguarderebbe circa 132mila bambini di 0-2 anni, la maggior parte residente al Nord (il 61,9% del totale Italia), mentre quelli residenti al Centro o nel Mezzogiorno sono rispettivamente il 16,7% e il 21,5% del totale».

12 novembre 2019