Il Nobel per la pace Mukwege: «Fermate i massacri dei congolesi»

Di fronte all’intensificarsi degli scontri tra esercito e forze ruandesi sostenute dal gruppo M23 a Goma, il medico e attivista chiede la cessazione degli aiuti finanziari e militari al Ruanda e l’imposizione di sanzioni economiche

Il medico e attivista congolese Denis Mukwege, Premio Nobel per la pace nel 2018 insieme a Nadia Murad «per i loro sforzi volti a porre fine all’uso della violenza sessuale come arma di guerra e conflitto armato», fa sentire la sua voce davanti all’intensificarsi degli scontri tra l’esercito congolese e le forze ruandesi sostenute dal M23 nella città di Goma. «Fermate i massacri dei congolesi. La pace è possibile», è l’appello di Mukwege, che cita i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità: al 31 gennaio sono stati contati 773 corpi senza vita, mentre molti altri restano abbandonati nelle strade in stato di decomposizione avanzata. A questi si aggiungono circa 3mila feriti, privi di un’adeguata assistenza.

«Ancora una volta, la comunità internazionale non potrà dire di non sapere», denuncia, ricordando che numerosi rapporti delle Nazioni Unite hanno indicato la responsabilità del Ruanda in questi atti di violenza, senza che siano state adottate misure concrete. Di qui la richiesta di una immediata cessazione di ogni aiuto finanziario e militare al Ruanda e l’imposizione di sanzioni economiche per fermare l’escalation del conflitto.

Ancora, il Nobel per la pace sollecita l’attuazione dell’Accordo-quadro di Addis Abeba del 2013 e propone una “Conferenza internazionale per una pace duratura nella Repubblica democratica del Congo e nella regione dei Grandi Laghi”, in sintonia con il Patto di pace promosso dalle Chiese cattolica e protestante del Congo (Cenco-Ecc). «Condanno fermamente questo nuovo attacco del Ruanda-M23 e i massacri che ne sono seguiti», conclude Mukwege, denunciando «il silenzio complice e l’inerzia della comunità internazionale».

6 febbraio 2025