Il paliotto di Frani a San Nicola di Bari

La seconda versione de “Il Sepolcro glorioso” esposta nella parrocchia di Ostia, per tutto il tempo di Quaresima. Il parroco don Tanzillo: «Incontro provvidenziale»

Dire in modo nuovo le verità della fede. Ci prova in questa Quaresima la parrocchia San Nicola di Bari a Ostia, che ospita per tutto il tempo di preparazione alla Pasqua l’installazione pittorica di Ettore Frani Il Sepolcro glorioso. Il paliotto, che misura 56 cm per 163,5, è stato realizzato per la Quaresima del 2018 per l’altare maggiore della chiesa di San Fedele a Milano, dove è tutt’ora. Quella esposta a Ostia è la seconda versione realizzata dall’artista, più luminosa.

«Si tratta di una Risurrezione», spiega padre Andrea Dall’Asta, gesuita, direttore della Galleria San Fedele, che ha premiato nel 2010 Frani come artista emergente. «Sulla pietra del sepolcro è steso il telo sindonico. In un potente e contemporaneamente delicato poema della luce, un evento sta per accadere o è appena accaduto: il passaggio dalla morte alla vita». La tecnica che Frani usa per realizzare le sue opere è estremamente particolare: «La sua pittura è ottenuta attraverso il colore nero, steso sulla superficie bianca del fondo – spiega Dall’Asta -. Con intensità diverse, crea, di volta in volta, profondità, atmosfere silenti, soffuse ed estranianti. Il suo opposto – il bianco – emerge così direttamente dal fondo. Mentre Caravaggio, dal fondo oscuro fa emergere alla luce le figure, in Frani l’immagine emerge invece dal bianco, dalla luce che incontra la materia opaca del nostro mondo, facendosi spazio, oggetto». Si tratta – sono ancora le parole del gesuita – di «un effetto fortemente trascendente e particolare. Ettore Frani è come ci dicesse: veniamo dalla luce per ritornare alla luce. Un grande messaggio di fiducia: nonostante le nostre ambiguità e contraddizioni, quello che ci caratterizza è la luce di Dio, da sempre presente in noi».

Don Salvatore Tanzillo, da dicembre parroco a San Nicola di Bari, racconta che «l’incontro con Frani e la sua opera è stato davvero provvidenziale. L’opera, collocata all’interno della chiesa, restituisce una percezione dello spazio davvero diversa, provoca il fedele ed entra in una relazione intima con lui». Per condividere emozioni e risonanze è stato attivato un Qrcode che le raccoglie, in forma anonima, su una bacheca virtuale.

Un’iniziativa significativa anche per Frani stesso, classe 1978, che vive a lavora a Ostia Lido da oltre 10 anni. Le sue opere sono presenti in prestigiose collezioni pubbliche e private, numerosissime le esposizioni in musei e gallerie. Venti anni fa la prima mostra a Roma. «Oggi è quanto mai significativo per me ripartire dalla periferia. Un fatto che assume un valore ancora più intenso e simbolico».

In programma dopo Pasqua in parrocchia un incontro con l’artista e con padre Dall’Asta, per condividere risonanze e significati sulla tecnica pittorica e interrogarsi sul tema “Quale arte sacra oggi?”.

4 marzo 2024