Il Papa a Sant’Anselmo per i 125 anni della chiesa
L’omaggio del pontefice al monachesimo, «realtà di frontiera», fin dalle origini. L’auspicio che il complesso dell’Aventino diventi «un cuore pulsante nel grande corpo del mondo benedettino». Dall’abate primate la richiesta di un monastero per le monache
Il complesso di Sant’Anselmo all’Aventino lega Leone XIII con Leone XIV. Comprendente l’omonima chiesa, il monastero e l’Ateneo pontificio, fu voluto dal Papa della Rerum novarum alla fine del 1800 per avere una rappresentanza dell’ordine benedettino a Roma e accompagnare i fedeli nel XX secolo. Nell’anniversario della dedicazione, Papa Leone XIV ha presieduto ieri, 11 novembre, la celebrazione eucaristica nella chiesa in stile neoromanico, costruita tra il 1892 e il 1900 sui resti di una ricca domus attribuita a Pactumeia Lucilla, che compie 125 anni.
«Il monachesimo – ha detto il vescovo di Roma – fin dalle origini è stato una realtà “di frontiera”, che ha spinto uomini e donne coraggiosi a impiantare focolai di preghiera, lavoro e carità nei luoghi più remoti e impervi, spesso trasformando aree desolate in terreni fertili e ricchi, dal punto di vista agricolo ed economico, ma soprattutto spirituale. Il monastero, così, si è sempre più caratterizzato come luogo di crescita, di pace, di ospitalità e di unità, anche nei periodi più bui della storia. Pure nel nostro tempo – ha aggiunto – non mancano sfide da affrontare. I cambiamenti repentini di cui siamo testimoni ci provocano e ci interrogano, suscitando problematiche finora inedite».
Al suo arrivo Prevost è stato accolto dall’abate primate Jeremias Schröder, che gli ha simbolicamente consegnato le chiavi della chiesa. Attraversando la navata il pontefice ha asperso i fedeli con l’acqua benedetta e si è poi inginocchiato qualche istante davanti al tabernacolo. Per l’occasione è stato esposto in chiesa, per la prima volta, il reliquiario di luce dedicato a santa Ildegarda di Bingen, monaca benedettina del XII secolo, realizzato da Philipp Schönborn, fratello del cardinale Christoph Schönborn. Oggetto di venerazione da parte di fedeli e consacrati, è stato portato a Roma per il Giubileo e accolto nella chiesa di Santa Maria dell’Anima, dove solitamente si riuniscono i fedeli di lingua tedesca. Un ulteriore aiuto per pregare durante la celebrazione la quale, ha sottolineato Leone, «ci ricorda che, come l’apostolo Pietro, e insieme a lui Benedetto e tanti altri, anche noi potremo rispondere alle esigenze della vocazione ricevuta solo mettendo Cristo al centro della nostra esistenza e della nostra missione, partendo da quell’atto di fede che ci fa riconoscere in Lui il Salvatore e traducendolo nella preghiera, nello studio, nell’impegno di una vita santa».
L’uomo che trova Cristo non può tenere per sé la gioia di questo incontro. I battezzati sono chiamati a condividerla «grati per i doni che ci ha elargito, e soprattutto per l’amore con cui ci ha preceduti – ha detto il Papa -. Questo tempio allora diventerà sempre più anche un luogo di gioia, in cui si sperimenta la bellezza di condividere con gli altri ciò che gratuitamente si è ricevuto». L’auspicio del pontefice è che la chiesa all’Aventino – dal 1962 punto di partenza della processione penitenziale presieduta dal Papa il Mercoledì delle Ceneri – sia il luogo «da cui tutto parte e a cui tutto ritorna per trovare verifica, conferma e approfondimento davanti a Dio». Il complesso, centro di spiritualità liturgica e del canto gregoriano, «deve ambire a diventare un cuore pulsante nel grande corpo del mondo benedettino – ha raccomandato Leone -, con al centro, secondo gli insegnamenti di san Benedetto, la chiesa». Da questa istituzione, ha infine esortato, deve partire la «missione di essere popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che ci ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa».
Alla fine della celebrazione l’abate primate in modo «audace» ha chiesto un collegio per le benedettine. «Oggi – ha detto – l’ordine comprende un numero doppio di monache rispetto ai monaci. Lottiamo per avere un monastero per loro».
12 novembre 2025

