Il Papa: «Il sangue dei martiri sia seme di pace per il popolo congolese»
Nel telegramma di Leone XIV al presidente della Conferenza dei vescovi della Repubblica democratica del Congo, la vicinanza dopo l’attacco a una parrocchia nella provincia dell’Ituri
Erano riuniti per una veglia di preghiera notturna nella chiesa parrocchiale intitolata alla beata Anuarite, a Komanda (diocesi di Buni, provincia dell’Ituri, nella Repubblica democratica del Congo), i circa 40 fedeli uccisi nella notte tra sabato 26 e domenica 27 luglio, in un attacco a opera di un gruppo di ribelli affiliati allo Stato islamico, la Forza democratica alleata (Adf), armati di fucili e machete. Colpito, con la chiesa cattolica, anche l’intero centro abitato, con case distrutte e negozi dati alle fiamme. La conta delle vittime arriva dalle forze di polizia locali: 19 donne, 15 uomini e 9bambini.. Volontari sono all’opera per seppellire i morti in una fossa comune all’interno del terreno consacrato della chiesa, riferisce l’Agenzia Fides. L’esercito congolese (Fardc) «ha a lungo avuto difficoltà a contenere il gruppo, specialmente nel contesto del rinnovato conflitto con il movimento ribelle M23 – informano -. Nel 2019, le Adf hanno giurato fedeltà ai jihadisti dello Stato Islamico, che le presenta come la sua “provincia dell’Africa centrale” (Iscap) e rivendica alcune delle loro azioni».
Indirizzato al presidente della Conferenza episcopale congolese Fulgence Muteba Mugalu il telegramma di Papa Leone XIV, a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin. «Il sangue di questi martiri sia una semenza di pace, di riconciliazione, di fraternità e di amore per tutto il popolo congolese», sono le parole del pontefice, dopo aver appreso «con costernazione e profonda afflizione» dell’attacco che «ha causato la morte di numerosi fedeli riuniti per il culto».
Il pontefice, si legge nel telegramma, «si unisce al lutto delle famiglie e della comunità cristiana gravemente colpite, esprimendo loro la sua vicinanza e assicurandole della sua preghiera. Questa tragedia – prosegue – ci invita ancor più a operare per lo sviluppo umano integrale della popolazione martoriata di questa regione». Il vescovo di Roma dunque «implora Dio affinché il sangue di questi martiri sia un seme di pace, di riconciliazione, di fraternità e di amore per tutto il popolo congolese».
29 luglio 2025

