Il premier Draghi a Kiev con Macron e Scholz

Il vertice di due ore in treno, quindi l’incontro con il presidente ucraino Zelensky. Il presidente del Consiglio italiano nella visita a Irpin: «Il mondo è dalla vostra parte». Il leader francese: «Siamo venuti per inviare un messaggio di unità europea verso tutti i cittadini ucraini»

Sono partiti dalla Polonia ieri sera, 15 giugno, con un treno ucraino, il premier italiano Mario Draghi, il cancelliere tedesco Olaf Scholz il presidente francese Emmanuel Macron. Destinazione: Kiev, dove questa mattina è in corso l’incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Un vertice di circa due ore in uno dei vagoni, quindi la visita nella Capitale ucraina, accolti dalle sirene di allarme antiaereo: la prima dall’inizio dell’invasione russa, il 24 febbraio scorso. «Siamo venuti per inviare un messaggio di unità europea verso tutti i cittadini ucraini. Un messaggio di sostegno perché le prossime settimane saranno molto difficili», ha affermato Macron scendendo dal treno. «Avete il mondo dalla vostra parte», le parole pronunciate da Draghi nella visita a Irpin, dove è stato ricevuto dal sindaco Oleh Bondar e dal capo dell’amministrazione regionale militare di Kiev Oleksiy Kuleba, prima di essere raggiunto da Scholz e Macron, con cui ha fatto il giro di un isolato di palazzi anneriti dalle bombe e dalle fiamme.

L’obiettivo della visita è portare «un messaggio di unità e piena coesione dei Paesi Ue» nel condannare la Russia e aiutare l’Ucraina. Una prova di compattezza, insomma, in una fase delicata della guerra, nella quale l’esercito russo continua a guadagnare terreno intensificando la potenza di fuoco sul Donbass, mentre gli ucraini si difendono strenuamente ma sono sempre più esausti e si aspettano un sostegno più deciso dagli alleati europei. Da parte sua, il cancelliere Scholz si è impegnato ad aiutare l’Ucraina «per tutto il tempo necessario», ha affermato al quotidiano Bild. Durante questa visita, ha assicurato, «non vogliamo solo mostrare la nostra solidarietà ma anche garantire che gli aiuti che organizziamo – finanziari, umanitari ma anche per quanto riguarda le armi – continuino. Continueremo finché sarà necessario per la lotta per l’indipendenza dell’Ucraina», ha aggiunto.

Resta aperta, accanto alla prova di coesione dell’Ue nel sostegno al Paese aggredito, la possibilità di indicare una linea non necessariamente identica a quella degli Usa, all’insegna dell’intransigenza nei confronti di Mosca. Alla vigilia della partenza, lo ha sottolineato Macron: «Il presidente ucraino e i suoi funzionari dovranno negoziare con la Russia – le parole pronunciate  dalla Romania -. Noi faremo di tutto per fermare le forze russe e aiutare gli ucraini e il loro esercito». Dal Cremlino intanto il portavoce Dmitry Peskov definisce «improbabile» l’ipotesi di un vertice tra i leader di Mosca e Washington. Anche se «in tutta onestà si deve ammettere che gli affari internazionali sono un tema in cui a volte prevale un approccio pragmatico. E poi le tendenze cambiano abbastanza rapidamente», aggiunge, citato da Ria Novosti.

16 giugno 2022