Il presidente Mattarella tra i “russofobi” elencati da Mosca
Il ministero degli Esteri ha pubblicato una lista di leader occidentali accusati di discorsi d’odio contro il Paese: esponenti di 13 Paesi, dell’Ue e dela Nato. La Farnesina convoca l’ambasciatore
“Esempi di dichiarazioni di responsabili e rappresentanti delle élite di Paesi occidentali sulla Russia che usano l’hate speech”. Questo il titolo della lista postata sul sito del ministero degli Esteri di Mosca: un elenco di esponenti di 13 Paesi, dell’Unione europea e della Nato, accusati di fomentare l’odio contro il Paese. Tra questi, il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella.
Il discorso incriminato è quello pronunciato all’Università di Marsiglia il 5 febbraio scorso. In particolare, la frase nella quale il capo dello Stato italiano tracciava un parallelo tra le guerre di conquista del Terzo Reich tedesco e l’attacco russo all’Ucraina. Nella sezione dedicata all’anno 2024 poi, oltre ad un’altra frase di Mattarella pronunciata in occasione dell’80°anniversario della battaglia di Montecassino al cimitero militare polacco, vengono nominati anche il vicepremier Antonio Tajani, titolare della Farnesina, e il ministro della Difesa Guido Crosetto. Per quanto riguarda il ministro degli Esteri, il riferimento è a un’intervista rilasciata al Messaggero il 24 febbraio 2024 nella quale auspicava le bandiere ucraine alla marcia del 25 aprile perché «i combattenti ucraini, come i partigiani combattono per la libertà». Per Crosetto invece viene citata un’intervista al Messaggero del 6 maggio 2024: «Temo che Putin voglia tutta l’Ucraina, e nessuno garantisce che si fermerà lì. È ovvio che ha in mente un ordine internazionale in cui chi è più forte prende gli altri Paesi se e quando vuole».
Nell’elenco ci sono anche dichiarazioni del cancelliere tedesco Friedrich Merz, del presidente francese Emmanuel Macron, tre del segretario generale della Nato Mark Rutte e ben sette dell’Alto commissario per la politica estera del’Ue Kaja Kallas. Per gli Usa, l’unica frase citata nell’elenco è del senatore Lindsay Graham che recentemente, facendo un parallelo con i raid americani sull’Iran, ha ipotizzato che gli Stati Uniti avrebbero potuto bombardare la Russia se Mosca non avesse osservato l’ultimatum di 50 giorni – ora ridotto a 10 – imposto dal presidente Donald Trump per fare la pace con l’Ucraina. «Se Putin e gli altri si chiedono cosa succederà al giorno 51, consiglio loro di telefonare all’Ayatollah», il post su X del senatore.
Dal ministero degli Esteri russo spiegano che «i rappresentanti dell’establishment politico occidentale e del regime di Kiev sembrano competere anno dopo anno in fervore russofobo nei loro discorsi e dichiarazioni pubbliche. Quasi ogni giorno, l’’incitamento all’odiò viene apertamente utilizzato contro la Russia e i suoi popoli. In questa sezione, registriamo gli esempi più evidenti».
Immediata la solidarietà al capo dello Stato, sia dalla maggioranza che dall’opposizione del Parlamento italiano. Il ministero degli Affari esteri intanto ha convocato l’ambasciatore russo in Italia.
30 luglio 2025

