Il vicario Reina: «La Chiesa di Roma avverta forte il mandato missionario»
Presieduta dal vicario del Papa la veglia diocesana, alla vigilia della 98ª Giornata missionaria mondiale. Le testimonianze e la consegna del mandato. Padre Albanese (Vicariato): «Chiamati a vivere la missione lungo la linea di faglia tra gli estremi»
Di fronte alle grandi sfide del nostro tempo, la Chiesa, missionaria per mandato di Cristo, è chiamata a un impegno più profondo. «Che la Chiesa di Roma avverta in maniera forte il mandato missionario. Che viva il particolare privilegio di essere la diocesi del Papa come una grande responsabilità, innanzitutto nella dimensione missionaria». È l’esortazione del vicario del Papa per la diocesi di Roma Baldo Reina risuonata sabato 19 ottobre, nella basilica di San Paolo fuori le Mura durante la veglia missionaria diocesana, alla vigilia della 98ª Giornata missionaria mondiale.
Riprendendo le parole di Gesù – «molti sono chiamati, ma pochi gli eletti» -, il presule ha rimarcato che «Dio chiama tutti, ma sono pochi coloro che lo scelgono». Ha ricordato che Papa Francesco nel 2023 nel discorso ai partecipanti a un convegno del dicastero per i Laici, la famiglia e la vita sottolineava che «il Signore è venuto per la missione e ci vuole missionari». Ancora oggi «sono pochi coloro che scelgono un Dio missionario – le parole di Reina -. È nostro compito ridestare il desiderio della missione. Che questa Chiesa scelta da Dio impari ogni giorno a scegliere un Dio missionario».
Suor Mabel Mariotti, missionaria comboniana, vicedirettrice della Caritas di Pavia, nella sua testimonianza ha spiegato di essere entrata nell’istituto delle Suore Missionarie Comboniane con il sogno di raggiungere l’Africa. Seppur non abbia mai messo piede sul suolo africano, ha trovato l’Africa in tutte le missioni. Riallacciandosi a questo il vicario ha rimarcato che «ovunque siamo e saremo ci sarà l’occasione di essere missionari, il problema è volerlo. Il mandato missionario è di tutti i battezzati, chiamati ad annunciare il Vangelo di Gesù. Nella misura in cui non lo facciamo, rientriamo tra coloro che non scelgono».
Durante la veglia sono stati letti stralci del messaggio di Papa Francesco per la Giornata missionaria mondiale 2024, sul tema “Andate e invitate al banchetto tutti”, in richiamo alla parabola evangelica del banchetto nuziale e sull’invito universale alla salvezza. «Siamo chiamati a vivere la missione lungo la linea di faglia tra gli estremi – ha affermato padre Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio diocesano per la cooperazione missionaria tra le Chiese -. Da una parte il benessere, dall’altra il malessere; da una parte il progresso, dall’altra il regresso; da una parte la ricchezza, dall’altra la povertà». Augurando una «felice e gioiosa» Giornata missionaria mondiale, padre Giulio ha auspicato che «sia missione di comunione con quanti vivono nelle periferie geografiche ed esistenziali del nostro tempo e che rappresentano il valore aggiunto della Chiesa italiana». Ha inoltre annunciato che a gennaio inizieranno i corsi di formazione missionaria sul tema della pace.
Momento centrale della liturgia è stata la consegna della croce, del Vangelo e del mandato missionario a quanti si apprestano a partire. Chiamati per nome dal diacono Giustino Trincia, direttore della Caritas di Roma, hanno scandito il proprio “Eccomi” in quattordici. Suor Maria Luiza Kralka e suor Maria Majder, dell’istituto delle Suore di Santa Elisabetta, in partenza per il Vietnam, dove andrà anche suor Resmi Joseph, delle Suore Ospedaliere della Misericordia. Della stessa congregazione fanno parte suor Maria Aline Herisoanantenaina e suor Lissy Kanjirakattu. La prima è diretta in Honduras, la seconda a Timor Leste. Filippo Corvi, missionario laico consacrato, è stato destinato in Brasile; suor Gertrud Hoggerl, delle Missionarie Comboniane, in Etiopia; la consorella suor Marianita Narcisa Paula in Mozambico. Presenti anche 6 giovani che hanno ricevuto il mandato in rappresentanza dei 25 che dal 26 dicembre 2024 al 6 gennaio 2025 parteciperanno al campo di formazione e solidarietà a Ongata Rongai, Nairobi, con l’associazione “giacomogiacomo”.
Animata dal coro dei Santi Martiri dell’Uganda e da Ulises Vega, la veglia è stata scandita da tre testimonianze. L’esperienza di suor Mabel Mariotti è stata caratterizzata da un continuo uscire da se’ stessa per immergersi nella realtà degli Stati Uniti, degli Emirati Arabi, di Berlino e ora della Caritas di Pavia. «Il messaggio di Daniele Comboni, il suo infinito desiderio di inclusione, mi sprona a uscire da ciò che conosco – ha detto – per essere vicina alla vita, specie laddove è soffocata, scartata, discriminata, affinché continui la missione di Gesù».
Suor Antonietta Papa, delle Figlie di Maria Missionarie, responsabile del progetto Uisg migranti in Sicilia, ha parlato del suo periodo in Brasile e dell’impegno nelle Comunità ecclesiali di base (Cebs). «Promuovono la partecipazione attiva dei laici e interpretano il Vangelo alla luce delle situazioni che la popolazione vive, aiutano i credenti a comprendere la fede in relazione alla realtà sociale e promuovono un’azione collettiva per il cambiamento. Durante questo periodo la mia fede è cresciuta». Monsignor Giovanni Crippa, missionario della Consolata, vescovo in Brasile, dove vive da 24 anni, si è soffermato sul miracolo dell’indio Sorino per intercessione di Giuseppe Allamano, fondatore dei Missionari e delle Missionarie della Consolata, canonizzato ieri, 20 ottobre, da Papa Francesco insieme ad altri 13 nuovi santi. Ha parlato di suor Felicita Muthoni Nyaga che con fede ha implorato l’intercessione di Allamano, e del mutato atteggiamento degli sciamani i quali, inizialmente ostili, hanno poi riconosciuto l’intervento divino.
21 ottobre 2024

