Ilaria Salis: attivate procedure di tutela diritti umani anche in sede Ue
Interlocuzione del Garante nazionale con l’omologo ungherese. Informati i competenti organi europei, «anche in base alla Convenzione Onu contro la tortura»
Monitorare le condizioni di privazione della libertà personale e tutelare diritti fondamentali di Ilaria Salis. È questo l’obiettivo dell’interlocuzione formale avviata dal Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale con l’omologa autorità di garanzia ungherese (Commissario per i diritti fondamentali), riguardo al caso della cittadina italiana, detenuta da quasi 12 mesi, accusata di aver aggredito, nel febbraio 2023, due estremisti di destra a Budapest. «Sono stati altresì informati i competenti organi del Consiglio d’Europa e dell’Unione europea, anche in base al Protocollo opzionale alla Convenzione Onu contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti», spiga lo stesso Garante.
Una vicenda, quella di Ilaria Salis, divenuta un caso internazionale per la tutela dei diritti umani che ha spinto il Garante ad avviare, per ogni attività di competenza, «una proficua interlocuzione istituzionale con il ministero della Giustizia italiano, informandolo degli atti compiuti anche in sede europea in qualità di Meccanismo nazionale di prevenzione della tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti».
1° febbraio 2024

