In Afghanistan almeno 4 bambini uccisi nelle inondazioni
L’allarme lanciato da Save the Children, sulla base dei rapporti del personale nella regione. «Diversi altri piccoli sarebbero rimasti feriti a causa delle alluvioni». L’impegno nel supporto immediato
Save the Children lancia l’allarme sulle inondazioni improvvise causate dalle forti piogge che hanno travolto due province dell’Afghanistan negli ultimi giorni, nelle quali «sarebbero morte almeno 29 persone, tra queste ci sarebbero anche 4 bambini – si legge in una nota diffusa ieri, 27 febbraio -. Il Paese, infatti, continua a risentire dell’impatto di eventi meteorologici estremi che stanno sconvolgendo la vita della popolazione e mettendo a rischio i mezzi di sostentamento».
Secondo quanto emerge dai rapporti del personale della regione, «diversi altri bambini sarebbero rimasti feriti a causa delle alluvioni», informano ancora dall’organizzazione internazionale, aggiungendo che nel Paese le inondazioni di questa settimana hanno causato danni «significativi» alle infrastrutture (strade e case) e hanno interrotto i servizi essenziali per i bambini e loro famiglie. Solamente nelle ultime 48 ore nella provincia di Kandahar le forti piogge e gli allagamenti hanno causato sei feriti, nove morti e 33 case sono state parzialmente o completamente distrutte, insieme a una strada e una diga nella città e nei distretti limitrofi.
«Oltre alla conseguenza diretta di perdita di vite umane, l’impatto più ampio di questi eventi meteorologici estremi rimane molto serio perché esacerba vulnerabilità già esistenti nelle popolazioni colpite e le pone davanti a sfide faticose e a lungo termine spiega Arshad Malik, direttore di Save the Children in Afghanistan -. Intere famiglie sono state spazzate via da queste inondazioni e almeno quattro bambini hanno perso la vita. Per i sopravvissuti, ci saranno conseguenze a lungo termine sul loro benessere. Inondazioni come queste sono un altro segno che il nostro clima sta cambiando troppo velocemente perché le famiglie in Afghanistan possano riuscire a adattarsi e questo sta colpendo soprattutto i meno responsabili: i bambini».
L’organizzazione da parte sua ha condotto una «rapida» valutazione delle necessità, identificando le famiglie più vulnerabili che richiedono assistenza urgente. Nella risposta all’emergenza, Save the Children, riferiscono, fornirà supporto immediato per fornire acqua pulita, kit di igiene personale e servizi igienici alle comunità colpite, garantendo l’accesso a tutta una serie di servizi e forniture igienici essenziali per «scongiurare il rischio di malattie trasmesse attraverso l’acqua e ulteriori disagi».
28 febbraio 2025

