In Libano sistema idrico «in bilico»

La segnalazione arriva dall’Unicef, in un nuovo rapporto che analizza gli sviluppi nell’ultimo anno. «A rischio la salute di milioni di persone». Dall’inizio della crisi, «forniture diminuite drasticamente»

Dedicato al Libano il nuovo rapporto Unicef “Struggling to keep the taps on”: un campanello d’allarme sulla situazione di un Paese che «è riuscito a evitare il collasso totale delle sue infrastrutture idriche», ma nel quale «i sistemi di approvvigionamento idrico rimangono in bilico, mettendo a rischio la salute di milioni di persone, soprattutto bambini», è il monito. E le prospettive di una soluzione resteranno scarse, avvertono dal Fondo delle Nazioni Unite, «finché la crisi energetica continuerà, poiché la carenza di elettricità rende impossibile pompare acqua a sufficienza e in alcuni casi causa la chiusura completa delle operazioni di pompaggio».

Il rapporto analizza gli sviluppi da quando, un anno fa, l’Unicef aveva avvertito che il sistema idrico libanese era al limite. «L’aumento dei prezzi globali del petrolio ha ulteriormente aggravato un crollo economico già accentuato dall’impatto della pandemia di Covid-19 e dalle conseguenze delle esplosioni di Beirut del 2020, con gravi ripercussioni sulle infrastrutture di base. I fornitori del settore pubblico non sono stati in grado di fornire acqua a sufficienza ai loro clienti – si legge nel rapporto -, in gran parte a causa della crisi energetica, ma anche perché non sono in grado di permettersi ricambi, riparazioni e diesel, in un contesto di inflazione vertiginosa. Dall’inizio della crisi, le forniture di acqua da parte dei quattro stabilimenti idrici sono diminuite drasticamente, spesso al di sotto dei 35 litri pro capite al giorno considerati la quantità minima accettabile».

La conseguenza, segnalano dall’Unicef, è che «molte famiglie si affidano a costosi trasporti d’acqua e a fornitori privati senza garanzie sulla qualità dell’acqua. Il costo medio di 1.000 litri d’acqua trasportati con un camion ha raggiunto le 145.000 sterline libanesi (Lbp) nell’aprile 2022 – informano -, con un aumento di quasi il 50% rispetto allo stesso mese del 2021 e un incremento di quasi sei volte rispetto al 2019». Inoltre, la maggior parte delle famiglie libanesi dipende dall’acqua imbottigliata per il proprio fabbisogno idrico, in parte a causa delle preoccupazioni sulla qualità dell’acqua del rubinetto. «Nell’aprile 2022 il prezzo dell’acqua in bottiglia era da tre a cinque volte superiore a quello di un anno prima – si legge ancora nel documento -. Una famiglia di cinque persone, che beve un totale di 10 litri al giorno, dovrebbe spendere circa 6,5 milioni di Lbp (261 dollari) all’anno, oltre al costo dell’acqua utilizzata per cucinare e per l’igiene».

22 luglio 2022