In Nigeria si aggrava la malnutrizione
Msf: crisi in aumento nel nord-ovest, risposta umanitaria insufficiente. Nella regione, i peggiori indicatori sanitari del Paese. Il 78% degli abitanti sotto la soglia di povertà
L’allarme arriva da Medici senza frontiere (Msf): con l’aggravarsi della crisi di malnutrizione nel nord-ovest della Nigeria, l’attuale risposta umanitaria è insufficiente a scongiurare una potenziale catastrofe nei prossimi mesi. Per questo l’organizzazione sta rafforzando le proprie attività nella regione con 3 nuovi centri di alimentazione terapeutica, che si aggiungono ad altre 32 strutture ambulatoriali e 10 di degenza già attive negli Stati di Kano, Katsina, Kebbi, Sokoto e Zamfara.
A mettere in allarme sono i numeri: tra gennaio e maggio 2023, le équipe di Msf nel nord-ovest del Paese hanno fornito cure ospedaliere a 10.200 bambini gravemente malnutriti con complicazioni mediche e ne hanno ricoverati 51mila bambini nei propri programmi di alimentazione ambulatoriale. I ricoveri sono aumentati del 26% rispetto allo stesso periodo del 2022, che già registrava numeri molto alti. E si prevede che continueranno ad aumentare per il resto del 2023. La stagione di magra, il periodo tra un raccolto e l’altro in cui le scorte di cibo si esauriscono, che in Nigeria va da maggio ad agosto, è iniziata da poco, ma l’occupazione dei letti è già al completo in diversi centri di cura di Msf.
Lo spiega Htet Aung Kyi, coordinatore medico dell’organizzazione: «Il numero di bambini malnutriti nelle nostre strutture ci indica che più ci addentriamo nella stagione di magra e più casi riceviamo». Tutto questo in una regione che ha alcuni dei peggiori indicatori sanitari del Paese e dove l’innalzarsi dei livelli di violenza degli ultimi anni ha contribuito a trasformare una situazione allarmante di malnutrizione in una vera e propria crisi. «I gruppi armati fanno regolarmente irruzione nelle città, saccheggiano le proprietà e rapiscono la popolazione locale per ottenere un riscatto – riferiscono da Msf -. Molte persone sono fuggite dalle loro case per raggiungere aree più sicure. Altre sono rimaste, ma non possono accedere alle proprie fattorie o ai luoghi di lavoro per motivi di sicurezza. Le persone che hanno bisogno di cure mediche hanno difficoltà a raggiungere i centri sanitari e gli ospedali per via dei rischi che incontrerebbero viaggiando su strade non sicure». E spesso anche i bambini dimessi dopo un ricovero per malnutrizione tornano in ospedale perché le loro famiglie faticano a trovare cibo sufficiente per mantenerli in salute, rimanendo bloccati in una spirale di malnutrizione da cui è difficile uscire.
La stima dell’Ufficio statistico nigeriano è di 78 persone su 100, nel nord ovest della Nigeria, che vivono al di sotto della soglia di povertà. L’assistenza sanitaria è spesso inaccessibile o difficilmente accessibile e molti bambini non sono mai stati vaccinati contro le più comuni malattie infantili. E gli aiuti internazionali che raggiungono la regione sono limitati, rilevano da Msf, secondo cui «tutti questi fattori hanno contribuito a far crescere il numero di bambini malnutriti che hanno urgente bisogno di cure». Eppure «nel nord-ovest della Nigeria mancano l’attenzione e il sostegno necessari per mettere in atto una risposta salvavita, che deve includere misure preventive come la distribuzione di cibo e il miglioramento della sicurezza alimentare, nonché l’individuazione precoce dei casi di malnutrizione e il trattamento tempestivo». Per questo Medici senza frontiere esorta tutte le organizzazioni umanitarie che lavorano nel Paese a intensificare la risposta umanitaria e chiede al governo nigeriano e alle autorità sanitarie locali di agire subito per evitare una catastrofica perdita di vite umane nei prossimi mesi.
6 luglio 2023

