In periferia a lezione di legalità con Libera

A Roma due campi estivi dell’associazione: a Finocchio, nell’area del parco intitolato a Peppino Impastato, e a Tor Bella Monaca con una rassegna di cinema

Dal 12 al 19 luglio, l’associazione Libera – fondata da Don Luigi Ciotti nel 1995 per una società libera dalle mafie, dalla corruzione e da ogni forma d’illegalità – organizza un campo estivo per giovani sotto lo slogan E!state Liberi!, a Tor Bella Monaca e nella vicina borgata Finocchio. Qui, al chilometro 18 della Casilina, si trova un luogo confiscato alla banda della Magliana, la Collina della pace con il parco intitolato a Peppino Impastato, giornalista e attivista di Democrazia proletaria assassinato da Cosa Nostra nel 1978 a causa delle sue ripetute denunce contro le attività mafiose.

Campo E!State Liberi! 2019 - Romanina
Un incontro del campo “E!state Liberi!” alla Romanina

«Da ormai tre anni i ragazzi e le ragazze di Libera contribuiscono all’abbellimento del parco, alla sua manutenzione e sistemazione, insieme alle realtà del quartiere che hanno consentito l’uso sociale di questo bene», spiega Claudio Siciliano, responsabile nazionale di “E!state Liberi!”. Quest’anno a Tor Bella Monaca ci sarà anche un nuovo appuntamento: dal 17 al 19 luglio, nei giardini di via Castano, si terrà la rassegna “Cinema in piazza” per rendere questo spazio un luogo di incontro e condivisione. La zona infatti è conosciuta come un luogo di spaccio, segnato da condizioni sociali molto difficili. Solamente la scorsa settimana, a poca distanza, un poliziotto 32enne del Reparto Volanti è stato ferito con una coltellata tra il cuore e il polmone da un pregiudicato romano. Importante, quindi, ogni iniziativa che punti alla prevenzione e all’educazione. «Il campo di “E!State Liberi!”, anche attraverso l’esperienza del cinema – continua Siciliano – consentirà ai ragazzi di conoscere le storie del territorio, attraverso l’aiuto e il racconto delle tante associazioni locali, che oggi ne rappresentano certamente una positiva ricchezza e un segno di speranza verso il futuro».

Il progetto nasce nel 2005 per dare vita e piena attuazione alla legge 109/96, perciò il suo scopo è «far scoprire e rimarcare il ruolo e la responsabilità della società civile verso quei beni comuni, riconquistati alla sopraffazione mafiosa, che oggi rappresentano opportunità sane di lavoro, diritti e sviluppo della comunità». Quest’anno Libera, insieme ad altre 58 realtà, offrirà un’occasione per mettersi in gioco attraverso gesti concreti e momenti di incontro e riflessione, in 14 regioni da Nord a Sud, per un totale di 180 settimane. Quello di luglio però non è il primo campo nella Capitale: nei giorni scorsi, nel quartiere della Romanina, un’analoga esperienza ha coinvolto 17 ragazzi provenienti da diverse parti d’Italia. I partecipanti sono stati ospitati dalla scuola media del territorio e hanno toccato con mano non solo i problemi legati al contesto criminale, ma anche le vicende di impegno sociale.

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Torneo al “Parco della Legalità” alla Romanina

«Ogni mattina – spiega Siciliano – i ragazzi hanno contribuito alla sistemazione delle ville confiscate al clan Casamonica e hanno sistemato alcune aule della scuola che li ospitava, realizzando un murale dedicato alla memoria di alcune figure femminili della lotta alle mafie. Una traccia di memoria che si è unita simbolicamente alla visita a via Amelia, al Tuscolano, dove Rita Atria (testimone di giustizia, figlia di un boss siciliano) si tolse la vita nel 1992. Il campo si è concluso con una giornata dedicata allo sport, le cui potenzialità educative possono trasformare in positivo un contesto sociale». Uno dei beni confiscati è diventato infatti un parco pubblico con attrezzature sportive, all’interno del quale i ragazzi sono stati i protagonisti, insieme alla polisportiva della zona, di un mini-torneo di pallavolo. Tra i giocatori anche un ospite d’eccezione: don Luigi Ciotti, fondatore di Libera e del Gruppo Abele. «Tornato dal campo sento di aver acquisito un nuovo modo di vedere la realtà – racconta Giacomo, uno dei ragazzi che ha partecipato al progetto alla Romanina -. Ho compreso come né la paura né l’odio potranno mai fermare un gruppo di persone con tanta voglia di riscatto e di cambiamento. Questa esperienza mi ha fatto capire come l’unione faccia la forza e come, se si crede in qualcosa, bastino piccoli gesti per contrastare un grande fenomeno come la mafia».

Per Siciliano, “E!state Liberi!” «è un’esperienza cresciuta nel tempo attraverso la cura dei momenti formativi e del valore potente ed educativo delle azioni concrete». Attraverso di essa i ragazzi riescono a demolire gli stereotipi che spesso portano nel loro viaggio. E l’insegnamento più grande è proprio «comprendere a fondo il fatto che è possibile costruire insieme un modello economico, sociale e culturale diverso da quello della violenza, della sopraffazione mafiosa e dell’ingiustizia» (Eleonora Vescovini)

8 luglio 2019