In piazza di Spagna con la vergine di Lourdes

Verso la giornata del Malato, la fiaccolata con l’Unitalsi e la Veglia. L’11 febbraio la Messa a San Giovanni in Laterano con il cardinale Vallini

Verso la giornata del Malato, la fiaccolata con l’Unitalsi e la Veglia. L’11 febbraio la Messa a San Giovanni in Laterano con il cardinale Vallini 

Due momenti dedicati alla Vergine Maria, colei che per prima si è affidata a Gesù misericordioso, colei che alle nozze di Cana ammonì i servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela». La Giornata del Malato 2016 sarà celebrata, nella diocesi di Roma, l’11 febbraio a San Giovanni in Laterano. Alle 16 ci sarà la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale vicario Agostino Vallini, mentre alle 15.15 il rosario meditato al cospetto della Vergine di Lourdes sarà presieduto da don Romano De Angelis, assistente diocesano dell’Unitalsi. L’altro momento, che in qualche modo preparerà i fedeli alla celebrazione dell’11, è previsto per oggi, 8 febbraio, in piazza di Spagna. Alle 19 la processione aux flambeaux e alle 20 seguirà la veglia di preghiera a Sant’Andrea delle Fratte presieduta dal vescovo Lorenzo Leuzzi, incaricato del Centro per la pastorale sanitaria del Vicariato.

La processione, organizzata in collaborazione con l’Unitalsi, «è un momento per far rivivere a Roma l’esperienza di devozione che si crea a Lourdes – afferma monsignor Andrea Manto, direttore del Centro diocesano per la pastorale sanitaria -. Le fiaccole della processione rimandano a quella luce che è Dio, verso la quale vogliamo dirigerci con Maria, nei momenti più bui della nostra vita, quelli caratterizzati dalla malattia, o all’imbrunire della nostra esistenza, nella vecchiaia». E proprio a questo affidarsi senza condizioni a Dio fa riferimento il messaggio del Papa per la Giornata del Malato di quest’anno, riprendendo le parole di Maria alle nozze di Cana: “Qualsiasi cosa dica, fatela”. «La comunità cristiana deve imitare i servitori di quel matrimonio – prosegue Manto -: per collaborare all’opera redentrice di Cristo ed essere sempre al servizio di tutti, soprattutto dei più deboli, dei malati». La malattia, da sempre, «può essere la chiave per arrivare a una più stretta vicinanza con Gesù. E questa chiave ce la consegna la Madre di Dio, Maria, esperta di questa via».

Attorno all’attenzione verso i malati «abbiamo stabilito un programma giubilare che si snoda attraverso le cappellanie degli ospedali dove, durante “I Venerdì della misericordia”, sarà possibile partecipare all’adorazione perpetua e accedere al sacramento della Riconciliazione». Per gli operatori sanitari, poi, è stato pensato un percorso di formazione incentrato sul Vangelo della misericordia, mentre i ministri straordinari dell’Eucarestia parteciperanno a un seminario di studio durante il quale verranno trattati i due “sacramenti della malattia”: l’Unzione degli infermi e la Confessione. «La via dell’umanizzazione della sofferenza – conclude monsignor Manto – passa non solo per una migliore competenza tecnica, quanto per una profonda ricerca di senso e di comunione nella malattia. È la chiave che apre al mistero dell’amore che salva e allo stesso tempo consola perché sa mettersi accanto».

8 febbraio 2016