In Siria «mai così alti i bisogni dei bambini»

Save the Children fa il punto sulla realtà dei minori, in un momento di svolta per il Paese. «Necessario un aumento dei finanziamenti per soddisfare i bisogni primari»

«Mentre la Siria affronta un punto di svolta critico con cauto ottimismo per il futuro, i bisogni dei bambini non sono mai stati così alti ed è necessario un urgente aumento dei finanziamenti per soddisfare i bisogni immediati». Save the Children fa il punto sulla situazione nel Paese, dopo quasi 14 anni di guerra e crisi economiche, con 16,7 milioni di persone – pari a quasi due terzi della popolazione – bisognose di assistenza. Tra queste si stima che i minori siano il 45%, il che significa che in Siria tre bambini su quattro necessitano di sostegno urgente.

Sebbene l’attuale transizione rappresenti «una pietra miliare importante», affermano dall’organizzazione, gli eventi delle ultime settimane hanno aumentato i bisogni. Basti pensare che più di un milione di persone, metà delle quali bambini, sono fuggite dalle proprie case negli ultimi 11 giorni e hanno urgente bisogno di cibo, riparo e indumenti caldi. Le scuole sono state riconvertite in rifugi, interrompendo l’istruzione e mettendo a rischio il futuro di oltre 80mila minori. Secondo quanto riferito, alcuni sfollati da anni hanno iniziato a tornare a casa. Molti sono anche alle prese con traumi emotivi derivanti dagli eventi recenti.

In questo contesto, «un aumento dei finanziamenti è essenziale per soddisfare i bisogni immediati, compresi i beni di prima necessità e il sostegno emotivo – evidenziano da Save the Children -. Tuttavia, gli investimenti a lungo termine sono altrettanto cruciali per l’istruzione, la ripresa economica e il rafforzamento della resilienza, per garantire un futuro migliore ai minori siriani». Lo spiega Rasha Muhrez, direttore della risposta in Siria di Save the Children. «I bambini hanno bisogno di una casa che offra riparo, protezione e stabilità. Ma per molti minori in Siria, “casa” è un concetto lontano da 14 anni, poiché hanno subito un colpo dopo l’altro – rileva -. È troppo presto per dire come saranno i prossimi mesi e anni nel Paese, ma questa potrebbe essere un’opportunità irripetibile per un futuro più luminoso e stabile. Per trasformare tutto questo in realtà – prosegue -, è necessario che l’attenzione si concentri sui bambini, garantendo che siano protetti, abbiano cibo e riparo e possano tornare rapidamente a scuola e iniziare ad andare avanti con la loro vita. Solo allora potranno avere un posto da chiamare casa e un percorso verso un’infanzia normale. Dobbiamo fare in modo che questo diventi un punto di svolta per i bambini in Siria e dare loro pace e un futuro».

Save the Children opera in Siria dal 2012 e sostiene le famiglie sfollate nel Paese, sia direttamente che attraverso partner locali, distribuendo pacchi alimentari, acqua e altri beni di prima necessità. Supporta anche i centri per sfollati e sostiene economicamente le famiglie.

11 dicembre 2024