In vigore il cessate il fuoco a Gaza
Consegnati i primi 3 ostaggi liberati. Verso il rilascio di 90 palestinesi. Arrivati i primi camion di aiuti. Mattarella: «Ora più che mai è importante l’impegno della comunità internazionale»
Romi, Emily e Doron. Sono loro i primi tre ostaggi consegnati dalla Croce rossa alle Forze di difesa israeliane, ieri, 19 dicembre, a Tel Aviv, dopo 471 giorni di prigionia a Gaza. È il giorno della tregua tra Israele e Hamas, quando alle 11.15 è cominciato finalmente il cessate il fuoco, dopo una guerra che ha ucciso 46.913 palestinesi, provocando indicibili sofferenze anche agli ostaggi israeliani e alle loro famiglie.
«Dì a Romi, Doron e Emily che tutta la nazione le abbraccia. Hanno passato un inferno. Stanno uscendo dalle tenebre verso la luce», ha detto rivolto al coordinatore governativo dei rapiti Gal Hirsh il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, in un video che riprende la complessa operazione di rilascio. «È un giorno molto emozionante – le parole del premier -. Queste sono le prime rapite che riportiamo a casa in questa fase».
Il cessate il fuoco inizialmente era previsto per le 8.30, quindi è stato spostato alle 11.15. Fino a quell’ora, si sono susseguite ondate di raid israeliani contro diversi obiettivi di Hamas nella Striscia. Le autorità di Gaza hanno riferito di 13 vittime. Quindi, all’improvviso, il silenzio. La gente è uscita in strada a festeggiare e sono arrivati i primi camion carichi di aiuti umanitari. Cibo e farina, soprattutto.
Soddisfazione, dalla Casa Bianca, dal presidente Donald Trump, alla vigilia del suo secondo insediamento. «I rapiti cominciano a uscire oggi da Gaza. Tre meravigliose giovani donne saranno le prime», ha scritto sul suo social, Truth. Il suo predecessore Biden ha rimarcato che «l’entrata in vigore del cessate il fuoco a Gaza, arriva in una regione, il Medio Oriente, profondamente trasformata. Hamas non governerà più Gaza», ha detto, sottolineando che Yahya Sinwar, «il leader del gruppo terroristico, è morto e gli sponsor di Hamas sono stati indeboliti da Israele».
Per il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, «ora più che mai è importante l’impegno della Comunità internazionale per garantire la progressiva e piena applicazione della tregua per una pace duratura». Anche il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa da Bruxelles ha sottolineato su X che «l’accordo porta un tanto atteso barlume di speranza nella regione. Tutte le parti devono rispettarlo. La pace è l’unica via da seguire». Si è rivolto direttamente al presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen, il presidente francese Emmanuel Macron, auspicando che «venga ristabilita la governance palestinese a Gaza».
In un video postato sui social, Hamas, da parte sua, ha voluto mettere in chiaro la sua posizione: il portavoce delle brigate Qassam Abu Obeida ha affermato che il gruppo è impegnato a rispettare l’accordo di cessate il fuoco e ha sollecitato i mediatori a costringere Israele a rispettarlo. Nel frattempo, Doron, Emily e Romi, dopo essere state portate nella struttura al confine con Gaza dove hanno potuto incontrare le loro madri, sono state trasferite in elicottero all’ospedale Sheba di Tel Hashomer.
Nella giornata, hanno reso noto fonti palestinesi, sono entrati a Gaza 552 camion con aiuti umanitari.
20 gennaio 2025

