Inaugurato alla Cittadella della Carità il murales dei ragazzi del Liceo Ripetta

“Coesistenza” è il titolo dell’opera realizzata nella mensa, frutto di 2 mesi di lavoro di 29 studenti. «Ti trovi davanti questi colori e sai di essere di fronte alla vita stessa»

«Speriamo che chi mangerà qui, sentirà quello che abbiamo provato a fare in questa sala», dice Gaia, una dei ventinove studenti della IV F del Liceo Artistico Ripetta che ha realizzato il nuovo murales nella mensa della Cittadella della Carità di Roma. L’opera si chiama “Coesistenza” ed è frutto di due mesi di lavoro dei ragazzi affiancati dal professore Virgilio Mollicone, docente di arti pittoriche, in costante confronto con alcuni degli ospiti della Casa di Accoglienza “Santa Giacinta”, presenti anch’essi al momento dell’inaugurazione, ieri, 6 giugno. Ed è uno di loro, Italo, che dice: «I ragazzi ci hanno accolto davvero». E poi guardando il lavoro completato: «Ti trovi davanti questi colori e sai di essere di fronte alla vita stessa».

L’opera è un murales di quattro pareti realizzato in due mesi di lavoro sul campo ma con alle spalle una lunga preparazione e l’uso di tecniche consolidate e alcune innovazioni, come lo sviluppo dei concept di alcune immagini tramite intelligenza artificiale da parte dei ragazzi e l’affiancamento di foto della mensa con i bozzetti, per costruirsi dei punti di riferimento sui muri per realizzare il disegno finale, aiutati da programmi di elaborazione delle immagini. I ragazzi dell’indirizzo arti pittoriche e plastiche «hanno messo ciascuno qualcosa di proprio», tanto nella progettazione quanto nella realizzazione, facendo leva sui talenti di ciascuno e sulle inclinazioni personali, spiega Andrea, uno di loro, e Gaia fa eco dicendo: «Questa è l’esperienza più bella che abbiamo fatto con la scuola finora».

Questo progetto con il liceo Ripetta non è il primo. L’anno scorso, sempre sotto la supervisione di Mollicone era stato realizzato un altro murales nella foresteria della Cittadella. «Avevo già provato la bellezza di questo luogo – ha ricordato  durante l’inaugurazione -. L’incontro con persone vive che condividono la mensa, il pasto, è una esperienza di vera coesistenza. Non c’è una cosa più bella che la scuola possa trasmettere di questa».

Questo, ha detto il direttore della Caritas diocesana Giustino Trincia, è «un luogo dove noi doniamo a persone in difficoltà. Stavolta siamo noi che riceviamo da questi ragazzi che hanno co-progettato questa opera in un inedito scambio intergenerazionale tra loro e gli ospiti della Casa di accoglienza». Nelle parole di Trincia, l’accento è sulla grande opportunità di offrire non solo un aiuto materiale ma anche un sostegno morale tramite il bello. Offrire spazi non solo funzionali ma anche belli a chi vive ai margini. Qualcosa di simile a quanto detto anche da Italo durante l’inaugurazione: «Noi siamo spesso soli, trovarsi a parlare e a confrontarsi con questi ragazzi durante la realizzazione è stato bello. Uno di loro oggi quando mi ha visto mi ha abbracciato e io sono felice di questo». «Sono giovani di talento – aggiunge Luis, un altro degli ospiti della Casa -. E sono stati bravissimi, attenti e gradevoli nei nostri confronti».

Una giornata di festa, quella di ieri, che ha visto insieme genitori, alunni, operatori Caritas e ospiti di “Santa Giacinta” celebrare la fine di un percorso insieme, ma anche la realizzazione di qualcosa di bello pensato per il bene di tutti.

7 giugno 2024