Il cardinale presidente della Cei Gualtiero Bassetti sceglie tre parole per definire le “bussole” che caratterizzeranno l’incontro sul Mediterraneo in programma a Bari dal 19 al 23 febbraio: «Vescovi, sinodalità e concretezza». Da circa due anni, ha detto aprendo l’incontro dedicato proprio a “Il Mediterraneo frontiera di pace” svoltosi a Campobasso, «la Chiesa italiana sta lavorando alacremente all’organizzazione di un grande incontro di riflessione e spiritualità tra i vescovi cattolici dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo e che provengono da ben tre diversi Continenti: Asia, Africa ed Europa». Non un convegno scientifico-culturale né una conferenza «in cui si sperimentano nuove forme di dialogo interreligioso»: prima di tutto, ha precisato il presidente Cei, «è un incontro di vescovi, ovvero dei padri della fede, dei pastori del gregge. Un incontro di vescovi che hanno a cuore il Mediterraneo concreto e non un sogno di Mediterraneo. Vescovi che, in altre parole, rispecchiano quella Chiesa mediterranea che rappresenta il cuore pulsante della storia primigenia del cristianesimo».

In secondo luogo, l’appuntamento di Bari, nelle parole del cardinale, «è un incontro basato sull’ascolto e sul discernimento comunitario che permetterà di valorizzare appieno il metodo sinodale e cercherà di compiere un piccolo passo verso la promozione di una cultura del dialogo e verso la costruzione della pace in Europa e in tutto il bacino del Mediterraneo. Non ci sono risultati preordinati e non mi aspetto di raggiungere obiettivi strabilianti – ha rivelato -. Sono pronto ad accogliere, però, tutto quanto lo Spirito Santo saprà suscitare in un confronto e in una discussione che, sono sicuro, avverrà con franchezza e spirito fraterno».

10 gennaio 2020