Intelligenza artificiale e Vangelo: l’esperienza delle suore di Collalto

Missionarie Catechiste di Gesù Redentore: un centro per giovani sulla bioinformatica, con Olitec. Suor Lauceri: «Tutto è dono di Dio, sta a noi scegliere da che parte stare»

Fede e intelligenza artificiale possono andare a braccetto. La conferma arriva direttamente da Collalto Sabino, un paesino in provincia di Rieti che stava per scomparire. Un destino comune a tante piccole realtà di montagna, che si svuotano pian piano, con gli abitanti che sono costretti a emigrare in cerca di lavoro. E lo stesso stavano per fare in via definitiva anche le Suore Missionarie Catechiste di Gesù Redentore, nate proprio in Sabina. Fino a un incontro. Casuale, direbbero in tanti. «Provvidenziale», lo descrive la superiora, suor Immacolata Lauceri.

«Pochi mesi fa – racconta – abbiamo conosciuto padre Domenico Dominici, un francescano missionario originario di Collalto. Lui ci ha presentato Massimiliano Nicolini, il presidente della Fondazione Olitec, un istituto internazionale di ricerca sulla bioinformatica, sulla realtà immersiva e sull’intelligenza artificiale». È da questo incontro che è nata la possibilità di creare nella casa delle suore un centro per giovani che desiderano intraprendere un programma di approfondimento di due anni in materie scientifiche e informatiche. Attualmente ci sono dodici ragazzi (dai 23 anni in su) provenienti dall’Italia, dalla Romania e dall’America.

Grazie a loro, racconta suor Immacolata, Collalto sta riprendendo vita. «C’è molta speranza e attesa nei volti degli studenti. Per questo abbiamo deciso di offrire la nostra casa e di trasferirci in un piccolo appartamento adiacente. Ci è piaciuto fin da subito il progetto. La missione della Fondazione è valorizzare i giovani, formandoli al lavoro con una base cristiana». È proprio questo connubio che ha conquistato le suore. «Insegnano ai ragazzi che l’intelligenza artificiale è uno strumento da utilizzare con i valori del Vangelo. Tutto è dono di Dio, sta a noi scegliere da che parte stare».

I giovani sono presenti a Collalto tutti i giorni tranne la domenica. «Trascorrono una vita comunitaria di stampo francescano – spiega ancora la religiosa -. La loro giornata inizia con un momento di preghiera in cappella e possono sempre contare sull’appoggio spirituale di padre Domenico». Il progetto è partito a giugno e le sorelle -attualmente in quattro – stanno imparando a conoscere i ragazzi. «Ci accolgono sempre con grande gioia e affetto. È come se si sentissero accompagnati e protetti». Di che cosa si occupano nello specifico? «Lavorano molto nell’ambito della sanità», spiega suor Immacolata. L’anno scorso, infatti, la Fondazione Olitec ha creato il primo Centro di ricerca al mondo per la realtà immersiva sanitaria nel Presidio Ospedaliero Spedali Civili di Brescia.

Tra le proposte che vogliono portare avanti, aggiunge suor Immacolata, c’è quella di favorire attraverso il metaverso l’assistenza agli anziani malati che sono costretti a percorrere chilometri per andare in ospedale. «Con la realtà immersiva invece possono restare a casa e farsi visitare proprio come in uno studio medico». Una soluzione, osserva, che bisognerebbe promuovere sempre di più. «Abbiamo sperimentato l’efficacia di questi strumenti con dei bambini autistici a Tor Bella Monaca. Grazie alle nuove tecnologie sono riusciti relazionarsi in maniera sorprendente». Esempi possibili di un mondo sorretto dal Vangelo, ma sempre più all’avanguardia.

8 ottobre 2024