Israele ha attaccato l’Iran

Raid sui siti nucleari, dopo l’annuncio del ministro della Difesa Katz che ha dichiarato lo stato di emergenza speciale in tutto lo Stato. «Non abbiamo lanciato un’operazione, ma una guerra». Gli Usa: «Azione unilaterale israeliana, non siamo coinvolti»

Intorno alle 2 della notte italiana l’aeronautica militare israeliana ha lanciato una serie di raid in Iran, sui siti nucleari, dopo che il ministro della Difesa Israel Katz aveva dichiarato lo stato di emergenza speciale in tutto lo Stato di Israele. Un attacco arrivato in un momento in cui la tensione tra i due Paesi è cresciuta esponenzialmente a causa del rapido avanzamento del programma nucleare di Teheran. Tanto che il Consiglio dei governatori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) nei giorni scorsi, per la prima volta in 20 anni, ha criticato l’Iran per non aver collaborato con i suoi ispettori. L’Iran ha immediatamente annunciato che avrebbe creato un terzo sito di arricchimento nel Paese e sostituito alcune centrifughe con altre più avanzate.

Chiuso lo spazio aereo di Tel Aviv. Chiuso in via precauzionale anche lo spazio aereo della Giordania. L’Aiea intanto «sta monitorando attentamente la situazione profondamente preoccupante in Iran. L’agenzia può confermare che il sito di Natanz è tra gli obiettivi – ha scritto su X il capo dell’Aiea Rafael Grossi -. L’agenzia è in contatto con le autorità iraniane – ha aggiunto – e i nostri ispettori e stanno monitorando i livelli delle radiazioni». I media iraniani intanto parlano di almeno 5 morti e 50 feriti. Le vittime, riferisce la tv di Stato, sono state registrate nella zona di Narmak a Teheran. Nessun danno invece, assicura il ministero del Petrolio iraniano, agli impianti di raffinazione e ai depositi petroliferi, tanto che, riferisce l’Agenzia di stampa della Repubblica islamica (Irna), «le attività degli impianti e la fornitura di carburante proseguono nelle aree più remote del Paese, senza interruzioni e in modo stabile».

«Israele ha intrapreso un’azione unilaterale contro l’Iran. Non siamo coinvolti in attacchi contro l’Iran e la nostra massima priorità è proteggere le forze americane nella regione», ha scritto in una nota il segretario di Stato americano Marco Rubio in una nota. «Israele ci ha comunicato di ritenere che questa azione è necessaria per la propria autodifesa – ha riferito -. Il presidente Trump e l’amministrazione hanno adottato tutte le misure necessarie per proteggere le nostre forze e rimanere in stretto contatto con i nostri partner regionali. Voglio essere chiaro: l’Iran non dovrebbe prendere di mira gli interessi o il personale statunitense», il monito. Annunciata comunque dalla Casa Bianca per la giornata di oggi, 13 giugno, una riunione del Consiglio di sicurezza nazionale.

In un video rilasciato dal suo ufficio, il premier israeliano Benjamin Netanyahu dichiara: «Abbiamo appena portato a termine un colpo d’apertura molto riuscito e, con l’aiuto di Dio, otterremo moltissimi risultati». Accanto a lui, il ministro della Difesa Israel Katz e quello degli Affari strategici Ron Dermer. E una fonte della sicurezza israeliana ha dichiarato a Channel 12: «Non abbiamo lanciato un’operazione, ma una guerra contro l’Iran: potrebbe durare settimane».

Nelle parole di Netanyahu, Israele ha colpito «il cuore del programma di arricchimento nucleare dell’Iran e i suoi sforzi per sviluppare un’arma nucleare», prendendo di mira l’impianto principale di arricchimento a Natanz, nonché i principali scienziati nucleari iraniani coinvolti nello sviluppo della bomba e il nucleo del programma missilistico balistico del Paese. «L’operazione – ha confermato – proseguirà finché sarà necessario. L’Iran possiede ancora capacità significative per colpire Israele». L’esercito israeliano nel frattempo si prepara a intercettare gli oltre 100 droni lanciati dall’Iran verso Israele, che dovrebbero essere in arrivo in queste ore, in contemporanea con un possibile lancio di missili.

E sarebbero almeno 6 gli scienziati nucleari rimasti uccisi negli attacchi israeliani contro l’Iran, secondo quanto riportato dai media locali. Morto anche il consigliere politico del leader iraniano Ali Khamenei, Ali Shamkhani, raggiunto da un attacco mentre si trovava nella sua abitazione, così come il comandante delle Guardie rivoluzionarie Hossein Salami, riferisce la tv di Stato iraniana. Incolume invece la guida suprema iraniana Ali Khamenei, secondo cui «il regime sionista si è procurato un destino amaro e doloroso e lo subirà sicuramente». A fargli eco, il ministro degli Esteri: «La risposta è un diritto legale e legittimo dell’Iran e le forze armate iraniane difenderanno il Paese con tutta la loro potenza e a modo loro», ha dichiarato, sottolineando che quella di Israele è stata «una chiara aggressione all’integrità territoriale e alla sovranità nazionale dell’Iran: Israele ha violato la Carta delle Nazioni Unite».

13 giugno 2025