Israele: nuova ondata di raid in Iran

Distrutto l’aeroporto di Tabriz. Esplosioni registrate anche nei pressi del sito nucleare di Fordow. Nuovamente colpito il sito nucleare di Natanz. Il presidente Usa Trump: «L’Iran faccia un accordo prima che non rimanga più nulla»

Dopo quelli della notte, l’esercito israeliano ha lanciato un’altra ondata di attacchi in Iran. Distrutto, secondo fonti militari, l’aeroporto di Tabriz, nella regione nord-occidentale del Paese. Esplosioni sono state registrate anche nei pressi del sito nucleare di Fordow, nella regione di Qom, riferiscono fonti di sicurezza che stanno seguendo l’evoluzione della situazione in Iran, sottolineando che le deflagrazioni hanno interessato anche diversi quartieri di Teheran e diverse basi militari e infrastrutture missilistiche. Sempre secondo le fonti locali, contemporaneamente alle azioni dell’aviazione israeliana avrebbero agito anche degli agenti del Mossad in territorio iraniano, indicando i bersagli da colpire e mettendo in atto azioni di sabotaggio. Tanto che nell’attacco è stato colpito anche il quartiere generale dei Pasdaran, il corpo dei Guardiani della rivoluzione.

I raid israeliani hanno nuovamente colpito il sito nucleare di Natanz, oltre ad alcune aree nella periferia delle città di Tabriz e Shiraz, rende noto la radio televisione pubblica iraniana Irib, citata da Etemad. Il capo dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) Rafael Grossi ha parlato con il presidente israeliano Isaac Herzog e gli ha comunicato che, stando alle informazioni in suo possesso, l’impianto nucleare iraniano di Natanz ha subito gravi danni. Secondo Grossi non si è verificata comunque nessuna perdita di contaminazione radioattiva o chimica all’esterno dell’impianto vicino a Isfahan, nell’Iran centrale, e non sono state segnalate vittime.

Su Truth la reazione del presidente americano Donald Trump. «Alcuni intransigenti iraniani – scrive – hanno parlato con coraggio, ma non sapevano cosa stava per succedere. Ora sono tutti MORTI, e la situazione non potrà che peggiorare! C’è già stata grande morte e distruzione – prosegue – ma c’è ancora tempo per porre fine a questo massacro, con i prossimi attacchi già pianificati che saranno ancora più brutali. L’Iran deve raggiungere un accordo, prima che non rimanga nulla, e salvare quello che un tempo era conosciuto come l’Impero iraniano».

Il portavoce del governo tedesco ha annunciato intanto per questo pomeriggio, 13 giugno, una telefonata tra i leader di Germania, Francia e Gran Bretagna, per fare il punto della situazione.

13 giugno 2025