Istituito un commissario unico nazionale per la bonifica della Terra dei Fuochi
Lo ha stabilito il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro Pichetto (Ambiente e sicurezza eneregetica). La nomina sarà finalizzata in breve tempo. A suo supporto, 25 unità
Contrastare l’inquinamento ambientale derivante dall’abbandono di rifiuti e garantire un intervento «adeguato e programmatico», anche a seguito della recente sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo. Con questi obiettivi, il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto, ha previsto l’istituzione di un commissario unico nazionale per la bonifica dell’area denominata “Terra dei Fuochi”, ricompresa nelle province di Napoli e Caserta.
A spiegarne il senso è proprio il ministro Pichetto. «Con questa nuova figura istituzionale – afferma – l’area della Terra dei Fuochi assume ancor più rilevanza a livello nazionale. La nomina sarà finalizzata in breve tempo, consentendo così di mettere a sistema le azioni fin qui svolte, superare le frammentazioni e le sovrapposizioni di competenze, accelerando il percorso necessario di risanamento a tutela delle famiglie, dei giovani e delle attività economiche dell’intera regione».
Nel dettaglio, al commissario unico sarà attribuito il potere di ricognizione degli interventi di indagine ambientale, caratterizzazione, messa in sicurezza e bonifica effettuati e programmati, nonché delle iniziative volte a garantire la salubrità dei prodotti agroalimentari, il monitoraggio ambientale e sanitario delle popolazioni nell’area interessata. Ricade inoltre tra le sue attività anche la ricognizione delle risorse stanziate e di quelle disponibili per l’attuazione degli interventi di bonifica necessari, come pure l’ individuazione e perimetrazione dei siti oggetto di contaminazione.
Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, il commissario unico è tenuto a trasmettere alla presidenza del Consiglio dei ministri una relazione sulla ricognizione degli interventi. La stessa relazione sarà trasmessa al ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, al ministero della Salute, alla Regione Campania, nonché a tutti i soggetti a vario titolo competenti. A suo supporto avrà una struttura di 25 unità.
19 febbraio 2025

