La Commissione europea si è espressa ieri, mercoledì 22 febbraio, sui conti pubblici dell’Italia. Conti che non tornano, per ora, però, la procedura d’infrazione resta in sospeso, in attesa delle correzioni di bilancio cheil Bel Paese dovrà apportare entro aprile. La risposta di Roma: «Le correzioni richieste ci saranno». Il documento dell’esecutivo dell’Unione, con le analisi della realtà economica e sociale negli Stati membri, si concentra sull’attuazione del Patto di bilancio, analizzando la situazione del debito in Italia.

Si tratta di una relazione estesa a norma del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, «in cui esamina la conformità del Paese con il criterio del debito stabilito dal Patto di stabilità e crescita e i tempi previsti per il percorso di riduzione del debito». La relazione conclude che, «a meno che le misure strutturali aggiuntive pari almeno allo 0,2% del Pil che il governo si è impegnato ad adottare al più tardi nell’aprile 2017 siano attuate in modo credibile entro quella data per ridurre il divario e garantire la conformità al braccio preventivo nel 2017 (e quindi nel 2016), il criterio del debito stabilito dal trattato» dovrebbe «essere considerato non soddisfatto».

Tuttavia, prosegue il documento, «la decisione di raccomandare l’avvio di una procedura per i disavanzi eccessivi sarà presa solo in base alle previsioni di primavera 2017 della Commissione, tenendo conto dei dati sui risultati di bilancio per il 2016 e dell’attuazione degli impegni di bilancio assunti dalle autorità italiane nel febbraio 2017».

23 febbraio 2017