La carità della prossimità grazie ai fondi 8xmille

Il meeting diocesano del Sovvenire, al Seminario Romano Maggiore, con il saluto del cardinale Reina e gli interventi di Albanese, Aurigemma, Baturi, Compagnoni, Rosini, Tarantelli e Trincia

Assistenza ai detenuti, anche a quelli che scontano la pena agli arresti domiciliari, sostegno psicologico ai malati di Alzheimer e ai loro familiari, accompagnamento alla maternità e consulenza ginecologica dedicata alle donne con disabilità. Sono solo alcuni dei progetti resi possibili e sostenuti nella diocesi di Roma dall’8xmille alla Chiesa cattolica, la quota di imposta sui redditi soggetti Irpef che lo Stato italiano distribuisce in base alle scelte effettuate nelle dichiarazioni dei redditi dai cittadini.

L’articolata rete di aiuto messa in campo ogni anno dalla Chiesa cattolica per rispondere alle nuove povertà e ai diversi bisogni di differenti fasce di popolazione è stata presentata sabato mattina, 15 febbraio, nell’ambito del meeting ” La Chiesa è vicino a te”, promosso dal Servizio diocesano del Sovvenire, per la promozione del sostegno economico alla Chiesa. Ad aprire i lavori al Seminario Romano Maggiore, in piazza San Giovanni in Laterano, il saluto del cardinale vicario Baldo Reina.

Il porporato, con un video messaggio, ha dapprima espresso «gratitudine per i tanti progetti che vengono realizzati» e ha poi incoraggiato «ad aderire a questo sostegno perché fa bene a tutti» e perché «è compito di tutti i fedeli laici sovvenire ai progetti della Chiesa» senza «scoraggiarsi anche in questo tempo di crisi». Pure l’arcivescovo Giuseppe Baturi, segretario generale della Cei, nel suo intervento da remoto ha invitato a «interrogarsi sul nostro rapporto col denaro», considerando che «ciò che abbiamo ci è stato donato per la condivisione con l’altro» e sottolineando che «come battezzati apparteniamo al corpo di Cristo», oltre al fatto che «la realtà della comunione per i cristiani è espressa nella carità».

Meeting diocesano del Sovvenire, Fabio Rosini, 15 febbraio 2025Per don Fabio Rosini, scrittore e docente di Comunicazione della fede alla Pontificia Università della Santa Croce, «quelli per cui noi operiamo e ai quali con umiltà chiediamo aiuto sono nostri fratelli e se si sentiranno amati non ci molleranno». Il sacerdote ha riflettuto cioè sull’importanza «dell’attitudine sponsale del sacerdote che si deve prendere cura della sua parrocchia e dei suoi figli», spiegando che «se ci sono dei cuori di padri, se non siamo giudici e se diamo la vita» allora «avremo tanto». Per Rosini occorre che ci sia «un’esperienza di vita autentica che viene colta e riconosciuta», laddove «se trasudiamo felicità e contentezza per quello che facciamo, i soldi arriveranno» come sostegno e condivisione sentita e voluta da parte dei laici.

Meeting diocesano del Sovvenire, Massimo Monzio Compagnoni, 15 febbraio 2025Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio Cei per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica, ha osservato come «dal 2005 al 2020 c’è stata una flessione negativa e abbiamo perso più di 1 milione di firme, una firma che non costa nulla perché si tratta di destinare alla Chiesa lo 0,8% di tutte le tasse già pagate». Ancora, questa firma «è un sostegno fondamentale che nel 2024 ci ha permesso di distribuire 240 milioni per la carità e 80 milioni per i Paesi in via di sviluppo», ha illustrato il referente del Sovvenire.

Meeting diocesano del Sovvenire, Giulio Albanese, 15 febbraio 2025I fondi raccolti, infatti, hanno 3 destinazioni: coprono le esigenze di culto e di pastorale della popolazione, provvedono al sostentamento del clero – sono 35mila in Italia i sacerdoti diocesani, di cui 3mila anziani e malati e 400 missionari all’estero -, e consentono di realizzare opere di carità in Italia e nel sud del mondo. Proprio «per il contributo che viene offerto con l’8xmille a tutto il mondo missionario» ha espresso riconoscenza nel suo intervento padre Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio per la cooperazione missionaria tra le Chiese della diocesi di Roma. «Sono due i principi ispiratori di questo approccio solidale verso l’umanità dolente di quelli che non sono Paesi poveri ma impoveriti – ha detto il sacerdote comboniano -: la generatività e la sostenibilità. Nel primo caso va dimostrato che si innesca un cambiamento, consentendo alle persone di guardare avanti con dignità; nel secondo si evita di rimanere legati alla logica emergenziale e si rendono le persone in grado di portare avanti il progetto al di là del contributo specifico».

Meeting diocesano del Sovvenire, Giustino Trincia, 15 febbraio 2025Dello stesso avviso Giustino Trincia, direttore della Caritas diocesana, che ha messo in luce «l’importanza del contributo fondamentale dell’8xmille per ampliare e migliorare i nostri progetti che promuovono quella carità di prossimità che non è alternativa alla carità politica, secondo la definizione di san Paolo VI». Per Trincia si tratta cioè non di «fare assistenzialismo ma di intervenire sulle cause della povertà, compiendo anche un’operazione di sollecitazione alle istituzioni, pure critica se serve, per venire incontro alle esigenze primarie delle persone».

Meeting diocesano del Sovvenire, Antonello Aurigemma, 15 febbraio 2025A portare la voce delle istituzioni, Antonello Aurigemma, presidente del Consiglio regionale del Lazio, che ha riconosciuto come «a fronte di una domanda di aiuto realmente alta da parte della popolazione, le 334 parrocchie di Roma sono fondamentali e spesso si sostituiscono alle istituzioni», che pure cercano di migliorare il proprio intervento favorendo «il raccordo tra enti a livello nazionale, regionale e locale». Porgendo uno sguardo alla situazione attuale e all’anno giubilare, Aurigemma ha evidenziato l’importanza «per Roma e per il Lazio di tutelare e valorizzare la cultura e la storia, il nostro patrimonio, lavorando su un turismo di ritorno che coniughi la bellezza della nostra città con quella dei nostri comuni».

A chiudere la mattinata condotta da Enrico Selleri, volto di Tv2000, il saluto telefonico, per motivi di salute, del vicegerente Renato Tarantelli Baccari. «L’indotto economico generato dall’8xmille – ha detto il vescovo, invitando a proseguire con fiducia – va messo nelle mani di Dio, dove le risorse e le cose in generale non rimangono ferme mai. Questo è esemplificativo per la Chiesa stessa che ha e riceve molto ma non per sé stessa: non bisogna trattenere perché, come insegna Gesù nel Vangelo, siamo amministratori e non proprietari».

17 febbraio 2025