La Croce dei migranti di Cutro solca il mare di Ostia

L’iniziativa di preghiera della comunità pastorale “Chiesa in uscita, Borghetto giovani”, con il vescovo Lamba, sulla nave Imperatrice. Realizzata con la chiglia del barcone naufragato sulle coste di Cotrone, sarà pellegrina tra le parrocchie di Ostia, Ostia Antica e Acilia

É un mercoledì pomeriggio caldo e afoso. La croce è posizionata sul molo del canale, tra bagnanti curiosi e perplessi. A formarla è la chiglia stessa del barcone naufragato sulle coste di Crotone la notte tra il 25 e il 26 febbraio. Le due assi sono bloccate da un terzo palo trasversale, con due chiodi. Il legno è a tratti ancora blu, come doveva essere il colore dello scafo e poi del mare. Sono stati gli stessi marinai di Cutro, impegnati nel salvataggio dei pochi superstiti, ad assemblarla, su richiesta di don Francesco Loprete, parroco di Le Castella, a pochi chilometri dal disastro. La croce ha così iniziato il suo cammino. A Ostia è per la prima volta e qui torna a solcare il mare, per l’iniziativa di preghiera promossa dalla comunità pastorale “Chiesa in uscita, Borghetto giovani”.

Così nella sua umiltà e potenza viene caricata sulla nave Imperatrice, nel silenzio di chi ha scelto di essere presente. A guidare la preghiera è il vescovo Riccardo Lamba, incaricato dell’ambito della Chiesa ospitale e in uscita. Le onde del mare e il rollio della barca ricordano bene a tutti la precarietà dell’uomo. La guardia costiera e le piccole barche dei pescatori seguono l’imbarcazione. In ascolto della Parola, si costeggia il litorale fino a ridosso del porto. Qui la commemorazione di tutti i migranti defunti a Cutro, come nel mar Egeo. Il silenzio, il suono della sirena e una corona di fiori viene deposta sul mare.

«Davanti a realtà come queste la cosa migliore è restare in silenzio – commenta il presule -. Eventi così tragici passano in poche ore nell’oblio. Oggi qui si riesce a fare memoria, consapevoli che non si tratta di un evento straordinario ma di qualcosa che sta divenendo ordinario. Non possiamo ogni volta rivederci e pregare sull’emergenza. Dobbiamo pensare ad aiutare le stesse popolazioni. Si faccia strada nella società civile questa sensibilità. Queste persone non vogliono scappare. Rischiano, sapendo che l’alternativa è la morte. Così non si va avanti da nessuna parte. Probabilmente c’è la paura, brutta consigliera, ma sono tante d’altra parte le iniziative di bene che non fanno rumore, inizio e germoglio di qualcosa che si potrebbe sviluppare ancora nella società, con una sensibilizzazione continua e il coinvolgimento dei giovani».

Per don Cosmo Scardigno, referente del Borghetto giovani – insieme a Simeone Generoso, diacono permanente, sposato, con 3 bambini -, «la permanenza sul territorio della croce, pellegrina tra le parrocchie di Ostia, Ostia Antica e Acilia, potrà aiutarci a comprendere quanto grande è il bisogno di accoglierci l’un l’altro e di vivere insieme in una fraternità solidale, con alla base l’amore l’accoglienza e la solidarietà. Scendiamo dalla barca ma con il desiderio di fraternità», esorta.

280 i giovani con difficoltà incontrati in un anno nell’ambito del progetto nato il 31 gennaio del 2022, che conta ora 80 volontari. «Un lido di approdo» , dove poter arrivare e ripartire, andare incontro ai ragazzi in grande difficoltà psicologica, affettiva, con dipendenze, problemi con la legge, e farlo nei luoghi che frequentano. Relazione, incontro e poi tante iniziative, come i laboratori promossi con «l’accademia dei mestieri»: dalla cura delle unghie per le ragazze dai 13 ai 20 anni alla fotografia, alle acconciature. «L’obiettivo è sempre creare relazione e magari accendere una passione per specializzarsi in un futuro lavoro», spiega il sacerdote.

Due psicologi e tre counsellor accompagnano ora Simeone e don Cosmo. «Tante le telefonate che riceviamo di famiglie in difficoltà con i propri figli», confida Generoso. Nella mattinata, a pochi minuti di distanza i funerali del piccolo Manuel. Altro naufragio. «L’accoglienza evangelica vale per tutti: poveri, immigrati, emarginati, giovani e loro difficoltà. Questa croce ne è simbolo, segno di missione e speranza».

22 giugno 2023