La festa del 2 giugno, per «chi sogna di essere italiano»

L’appello delle Acli, nei 75 anni dell’istituzione della Repubblica: è cambiato il volto del Paese, cambi la norma che regola il diritto di cittadinanza

In occasione della Festa della Repubblica, il 2 giugno, le Acli tornano a far sentire la loro voce affinché riprenda, in Parlamento, la discussione sulla riforma della cittadinanza, fermata dall’emergenza portata dalla pandemia di Covid-19. Lo fanno attraverso uno slogan, lanciato proprio il 2 giugno: «Cittadino italiano è anche chi sogna di esserlo».

Dalla legge 91 del 1992, spiegano dall’associazione, «sono passati ormai quasi 30 anni ed è chiaro a tutti che la mobilità delle persone durante questi decenni si è profondamente trasformata e ha cambiato anche il volto del nostro Paese». Di qui la richiesta che «la norma che regola il diritto di cittadinanza, ancora legata allo ius sanguinis, vale a dire ad un impianto legislativo che risale addirittura al 1912, venga modificata e si arrivi presto a uno ius soli», si legge in una nota.

3 giugno 2021