La preghiera di Leone XIV per i focolai di guerra nel mondo
Nell’Angelus, il ricordo di Myanmar, Nigeria, Sud Sudan, Ucraina, Medio Oriente.. Ai giovani in piazza: «Vi aspetto tra un mese e mezzo al Giubileo dei giovani».. Agli sportivi che hanno vissuto il loro Giubileo: «Lo sport è via per costruire la pace perché è scuola di rispetto e lealtà»
Myanmar, Nigeria, Sud Sudan, Ucraina, Medio Oriente. Sono decine i focolai di guerra nel mondo per i quali Papa Leone XIV ha pregato e rinnovato gli appelli alla pace durante l’Angelus di oggi, 15 giugno, recitato sul sagrato della basilica di San Pietro. In Myanmar, «nonostante il cessate il fuoco continuano i combattimenti con danni anche alle Infrastrutture civili», ha detto esortando le parti coinvolte a «intraprendere la strada del dialogo inclusivo, l’unica che può condurre a una soluzione pacifica e stabile».
Nella notte tra venerdì 13 e sabato 14 giugno circa 200 persone sono state uccise «con estrema crudeltà nella città di Yelewata, nell’area amministrativa locale di Guma nello stato di Benue, in Nigeria». Prevost ha parlato di un «terribile massacro» che ha colpito in modo particolare «gli sfollati interni ospitati dalla missione cattolica locale». Ha quindi pregato «affinché la sicurezza, la giustizia e la pace prevalgano in Nigeria, Paese amato e così colpito da varie forme di violenza, e in modo particolare per le comunità cristiane rurali dello stato dei Benue, che incessantemente sono state vittime della violenza».
Sempre in Africa, in Sudan per l’esattezza, la popolazione è «devastata dalla violenza da oltre due anni». Il 12 giugno padre Luke Jumu, parroco di El Fashir, è rimasto vittima di un bombardamento. «Mentre assicuro le mie preghiere per lui e per tutte le vittime – le parole del Papa -, rinnovo l’appello ai combattenti affinché si fermino, proteggano i civili e intraprendano un dialogo per la pace. Esorto la comunità internazionale ad intensificare gli sforzi, per fornire almeno l’assistenza essenziale alla popolazione duramente colpita dalla grave crisi umanitaria». Infine, ha chiesto ai fedeli presenti in piazza di continuare a pregare per la pace in Medio Oriente, in Ucraina e nel mondo intero.
Il Papa ha quindi ricordato che oggi pomeriggio, nella basilica di San Paolo fuori le Mura, sarà celebrata la Messa con il rito di beatificazione di Floribert Bwana Chui, giovane martire congolese ucciso a 26 anni «perché, in quanto cristiano, si opponeva all’ingiustizia e difendeva i piccoli e i poveri. La sua testimonianza dia coraggio e speranza ai giovani della Repubblica democratica del Congo e di tutta l’Africa». Si è poi rivolto ai giovani presenti in piazza: «Vi aspetto tra un mese e mezzo al Giubileo dei giovani», ha detto.
Si è concluso questa mattina, con la Messa celebrata nella basilica di San Pietro, il Giubileo dello sport che ha visto a Roma migliaia di atleti, professionisti e amatori, allenatori e dirigenti di associazioni sportive, provenienti da tutto il mondo. Leone li ha esortati «a vivere l’attività sportiva, anche a livelli agonistici, sempre con spirito di gratuità, con spirito ludico nel senso nobile di questo termine perché nel gioco, e nel sano divertimento, la persona umana assomiglia al suo Creatore. Lo sport è una via per costruire la pace perché è una scuola di rispetto e di lealtà che fa crescere la cultura dell’incontro e della fratellanza». Li ha quindi incoraggiati «a praticare questo stile in modo consapevole» e ad opporsi «a ogni forma di violenza e di sopraffazione. Il mondo oggi ne ha tanto bisogno».
15 giugno 2025

