La terza Giornata delle catacombe approda sul web
"Che paradiso!" è il tema dell'appuntamento promosso dalla Pontificia Commissione per l'archeologia sacra, il 10 ottobre. In programma letture tematiche, laboratori per i più piccoli, una mostra virtuale e un documentario
Terza edizione, sabato 10 ottobre, per la Giornata delle catacombe, sul tema “Che paradiso!”. A causa dell’emergenza sanitaria, la manifestazione dedicata agli antichi cimiteri cristiani si presenterà al pubblico in versione digitale. «Gli altri anni abbiamo avuto un afflusso incredibile di visitatori», racconta monsignor Pasquale Iacobone, segretario della Pontificia Commissione per l’archeologia sacra, a cui si deve l’iniziativa. «Un’esperienza che quest’anno non potremo ripetere ma, grazie alla tecnologia, saremo online con un programma virtuale». La scaletta prevede letture tematiche, approfondimenti, una mostra virtuale dedicata al pianeta Terra, laboratori didattici per i più piccoli e un documentario speciale su una catacomba mai vista. Per seguire gli eventi basterà collegarsi al sito dell’iniziativa.
Come sarà visitare una catacomba da remoto?
Gli altri anni avevamo contato, a seconda dei siti, da centinaia a migliaia di visitatori nell’arco della giornata. Un afflusso oltre le aspettative, e che ci ha fatto piacere, però purtroppo non potevamo ripetere la stessa esperienza quest’anno. Per cui, sia per un discorso di continuità e sia per far fronte alla drammatica situazione in cui versa il turismo, abbiamo ripiegato su una soluzione digitale. Attraverso il sito, già funzionante e che rimarrà attivo per tutto il mese di ottobre, sarà possibile visitare virtualmente alcune catacombe, come quella di Priscilla o l’ipogeo, splendido, di via Dino Compagni.
Molta attenzione è dedicata ai più giovani.
Sì: ci sono quiz, giochi e laboratori nei quali si spiega in maniera semplice come si possono realizzare mosaici ed affreschi. Abbiamo lanciato anche il contest #unagiornatadaartista invitando, specie i bambini, a fare dei disegni ispirati alle immagini delle catacombe, trasformate secondo la propria sensibilità. E sono già tanti i lavori arrivati, soprattutto dall’estero, grazie alla pubblicizzazione del contest attraverso i social. I migliori disegni saranno pubblicati sia sul sito della Giornata sia sul sito istituzionale “Catacombe d’Italia”.
La data scelta per l’evento, 10 ottobre, non sembra casuale.
È il sabato più vicino al 14 ottobre, memoria di san Callisto, artefice del più grande cimitero paleocristiano di Roma. Nel suo ricordo avremo degli interventi sul tema dell’arte nelle catacombe. Online saranno disponibili, tra le altre, le relazioni del cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della cultura e della Pontificia Commissione di archeologia sacra, e quella di Fabrizio Bisconti, Sovrintendente archeologico delle catacombe. E quello stesso giorno sarà beatificato Carlo Acutis, il quindicenne “mago dell’informatica” che il Papa vorrebbe santo patrono del web.
Nel programma anche un inedito e una mostra fotografica.
Particolarità di questa edizione è la catacomba di via Anapo, sconosciuta perfino alla stragrande maggioranza dei romani. Si potranno vedere per la prima volta, pubblicamente, le immagini di una sua serie preziosa di affreschi. E poi avremo la mostra virtuale “Laudata Terra”, dell’artista Max Serradifalco: sono delle foto satellitari del pianeta, davvero suggestive, alcune delle quali denunciano il degrado della natura di cui scrive il pontefice nella Laudato si’.
Uscita cinque anni fa, la denuncia della Laudato si’ sembra essere più attuale che mai.
La Laudato si’ è lo sfondo ideale in cui si colloca l’evento. Le immagini delle catacombe ci parlano infatti di una perfetta armonia tra la natura e gli uomini. E il Paradiso, che è proprio questa armonia, è raffigurato nelle pitture e nei sarcofagi non solo come l’aldilà ma anche come l’aldiquà, cioè come il giardino da custodire in terra e che poi diventerà eternità. Ed esclamare “Ah che Paradiso” visitando questi luoghi – come recita il titolo della manifestazione – vuol dire avvertire la nostalgia di una bellezza che stiamo distruggendo e che abbiamo il dovere di ricreare.
8 ottobre 2020

