L’addio a Susanna, morta di meningite dopo la Gmg di Cracovia

Vallini: « L’unica strada è il Vangelo. Possiamo non comprendere ma abbandonarci nel mistero dell’amore di Dio»

Vallini: « L’unica strada è il Vangelo. Possiamo non comprendere ma abbandonarci nel mistero dell’amore di Dio»

La morte improvvisa di una ragazza così giovane «suscita molti interrogativi e pone anche i credenti di fronte a un’ora di buio». Così ha parlato il cardinale vicario Agostino Vallini, che ha presieduto a Roma nella parrocchia di San Policarpole esequie di Susanna Rufi, morta di meningite al termine della Gmg di Cracovia. Oltre un migliaio di persone, il 4 agosto scorso, si sono strette intorno ai familiari della ragazza. In tantissimi hanno voluto salutare Susanna, partita da Roma piena di gioia perché andava alla Gmg «col suo Papa preferito», e tornata in una cassa di legno chiaro. Il «perché» insopportabile, per una morte così inaspettata, nella testa di tutti, lo ha ripetuto più volte ad alta voce il cardinale Vallini, che ha celebrato col vescovo ausiliare ed ex parroco monsignor Guerino Di Tora, il parroco don Alessandro Zenobbi e altri venti sacerdoti.

«Perché Susanna è morta?», è l’interrogativo del porporato. Una domanda atroce: «Perché proprio questa giovane buona e generosa, che insieme ad un altro milione e mezzo di giovani ha vissuto giorni belli, di speranza e di fede gioiosa? Non c’è risposta umana – ha ammesso il cardinale – e la ragione resta muta. C’è solo una strada, difficile, quella del Vangelo che ci dice: dopo tre giorni Gesù risorge, perché cercate il vivente tra i morti?». E allora, ha aggiunto Vallini, «bisogna percorrere il buio, sapendo e credendo che, se Gesù Cristo è vivo, lo siamo anche noi». E dunque «ecco il senso del nostro ritrovarci qui. Con i parrocchiani, i familiari, i ragazzi di Cracovia, tutti insieme a chiedere al Signore la forza e la grazia di attraversare il buio e arrivare alla luce».

«Abbandoniamoci – è l’esortazione del cardinale vicario – nel mistero dell’amore onnipotente di Dio e crediamo che Susanna è in Paradiso. La affidiamo alla misericordia di Dio ma chiediamo a Susanna di accompagnare i suoi genitori e sua sorella in questo passo più difficile dei tanti che abbiamo fatti a Cracovia sotto il sole o la pioggia. Un popolo in festa, quello dei giovani onesti, generosi, desiderosi di bene e giustizia, che fa sperare che il mondo può diventare migliore. Proprio come Susanna che ci lascia una grande lezione di vita».

Il dolore della diocesi di Roma e la vicinanza nella preghiera ai familiari è stato espresso da don Antonio Magnotta, incaricato per la Pastorale giovanile della diocesi di Roma, in un messaggio pubblicato sul sito del Servizio diocesano: «Torniamo da Cracovia con occhi pieni di fede, ma anche di lacrime per la morte di Susanna, ragazza animatrice dell’oratorio di San Policarpo. Non ci vergogniamo di dire che abbiamo dentro smarrimento e confusione. Ma con la fede di cui ci siamo nutriti in questi giorni guardiamo la morte di Susanna. E con quella stessa fede gridata con tenacia e forza al Campus Misericordiae, insieme a Susanna, vogliamo esprimere il calore della Pastorale giovanile di Roma e la fraterna vicinanza alla sua famiglia, ai sacerdoti e alla comunità di San Policarpo».

A seguire la Messa in prima fila la mamma Leila, il papà Enrico e la sorella Margherita. A loro è stato rivolto il pensiero commosso di chi ha preso la parola. Numerosi i messaggi di affetto e vicinanza per i familiari di Susanna, come le parole del viceparroco, don Pino Conforti, con Susanna a Cracovia fino all’ultimo: «Susanna è un angelo, una ragazza acqua e sapone, casa e chiesa, il sogno di tanti genitori. La tua vita è stata una freccia volata via attraversandoci il cuore. Guidaci tu, anche se hai soltanto 19 anni». E poi una professoressa di Susanna che ha ricordato la delusione della ragazza quando ha preso un cinque a un compito e il suo sorriso quando l’ha incontrata l’ultima volta in via dei Fori Imperiali. E, ancora, il collega di università della mamma, che portato il cordoglio dell’ateneo di Tor Vergata. “Ciao angelo, continua a vegliare sui nostri bambini”, “Ci mancherai”,  “Stellina sorridente”: alcuni dei messaggi lasciati da chi Susanna la conosceva bene.

5 settembre 2016